La Comunidad
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La Comunidad (27)

Martedì, 13 Dicembre 2016 11:47

La Bachata

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La bachata è una danza semplice ma sensuale nata nella Repubblica Dominicana.
La rumba cubana è stata dichiarata dall'Unesco "Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità". La decisione è stata assunta dal Comitato intergovernativo nel corso della riunione tenuta ad Addis Abeba. Si tratta del comitato di salvaguardia del patrimonio immateriale dell’umanità che, riunitosi nella capitale dell’Etiopia dal 28 novembre al 2 dicembre, si occupa dalla sua creazione dieci anni fa di inserire nella lista e valorizzare vari tipi di patrimonio vivente come danza, musica, gastronomia, festival. La motivazione è che la rumba cubana è "una manifestazione di autostima e resistenza" che contribuisce alla formazione della identità nazionale. La delegazione cubana ha dedicato il riconoscimento alla memoria del lider maximo Fidel Castro, scomparso venerdì 25 novembre scorso. Nella musica cubana con il termine rumba si identifica un insieme di ritmi musicali e di danze. La rumba trova le sue radici nella musica portata a Cuba dagli schiavi africani deportati sull'isola dai colonizzatori spagnoli. Ritmicamente è basata sulle cinque battute che identificano la clave La rumba si sviluppò nelle provincie de L'Avana e Matanzas alla fine del XIX secolo. Essendo un ballo afro-cubano sensuale ed energetico, la rumba fu spesso repressa e bandita poiché era considerata oscena. La rumba a Cuba si è sviluppata nei quartieri marginali della città, vicino ai porti e alle baraccopoli ed è divenuto particolarmente popolare nelle zone rurali dove le comunità di schiavi africani hanno vissuto. Si è successivamente diffuso da ovest ad est del paese, è stato un importante simbolo di uno strato marginale della società cubana e di identità, in qualità di espressione di autostima e di resistenza e strumento di sensibilizzazione sociale, contribuendo ad arricchire la vita di pratica comunità. Le danze e canti evocano un senso di grazia, la sensualità e la gioia che si propone di connettere le persone, indipendentemente dalla loro estrazione sociale ed economica, di sesso o etnia. La pratica di rumba a Cuba è stato trasmesso di generazione in generazione per imitazione all'interno delle famiglie e dei quartieri. La rumba cubana è completamente diversa dalla rumba da sala, o dallo stile di musica africana chiamata anch'essa rumba. La rumba cubana è ballata tutt'oggi a L'Avana, Matanzas e nelle altre città dell'isola come anche nelle aree rurali, specialmente quando predomina la comunità africana, sebbene ora ha subito delle influenze dal Jazz e dall'hip hop.
Martedì, 29 Novembre 2016 09:36

Fidel Castro, addio al Lider Maximo

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Si è spento il 25 novembre 2016 all'età di 90 anni. Nove giorni di lutto. Senza musica, in silenzio, senza feste, balli e manifestazioni. L'intera isola partecipa alla morte dei Fidel. La città appare quasi deserta, illuminata solo dai rari lampioni che punteggiano strade e incroci senza auto e senza passanti. Solo la grande Plaza de la Revolución, tirata a lucido e transennata, è guardata a vista da soldati in divisa e poliziotti in civile. Persino il Malecon, punto di riferimento per migliaia di cubani, resta vuoto e silenzioso Sono giorni di lutto, delle celebrazioni ufficiali che hanno preso il via il 28 Novembre e si concluderanno solo il 4 Dicembre, giorno dei funerali. Il rispetto è quasi dovuto. Un obbligo, anche per chi ha sempre dissentito, per commemorare la memoria di un uomo che ha fatto di Cuba un luogo unico al mondo. La musica, elemento costante nella vita di tutti i cubani, è scomparsa. I bar e i ristoranti lavorano a ritmo ridotto. Persino i turisti, numerosi anche in questo periodo di pieno inverno, rispettano il lutto decretato dal regime. Ma chi era il “lìder màximo”? Nato a Mayarí, Cuba, il 13 agosto 1926 e figlio di un immigrato spagnolo divenuto proprietario terriero, Fidel Castro è diventato uno dei simboli della rivoluzione comunista ma anche, agli occhi dei suoi detrattori, un dittatore che non concede libertà di espressione. All'università dell'Avana a partire dal 1945, partecipò dapprima alla vita politica dell'ateneo, nelle file dell'ala più ortodossa del Partito del Popolo Cubano. La militanza studentesca si esprimeva spesso attraverso la lotta per bande, in scontri fra "gruppi di azione" di segno opposto che non di rado degeneravano in sparatorie. Fidel Castro nel 1950 si laurea in legge e, dopo il colpo di stato di Fulgencio Batista del 1952, si arruola in un movimento intenzionato a dare l'assalto alla caserma Moncada a Santiago de Cuba. In breve ne diventa il capo e poi, il 26 luglio 1953, organizza il piano. Fallita l'azione, a causa dello scarso coordinamento fra i vari gruppi che componevano il commando, viene imprigionato dal regime. Al processo, si difese autonomamente, in particolare attraverso un allegato in cui denunciava i mali che affliggevano la società cubana. La sua arringa fu un vero e proprio attacco al potere, che lo trasformò da imputato ad accusatore. Questo documento è poi diventato famoso con il titolo "La storia mi assolverà", anche per il fatto che all'interno vi è in pratica delineato il suo programma politico, lo stesso che avrebbe poi sviluppato, nei quarant'anni che lo videro protagonista prima della Rivoluzione poi dell'esercizio del potere. Nel suo programma politico, tra gli argomenti trattati quello della distribuzione delle terre dei latifondisti dietro indennizzo, la confisca dei beni ottenuti illegalmente dai membri dei passati governi, la nazionalizzazione dell'energia elettrica e dei telefoni, misure per l'industrializzazione, cooperative agricole e dimezzamento dei canoni d'affitto urbani …Insomma, un perfetto programma comunista. Castro soffrì la prigione e poi l'esilio. Nel maggio 1955 Batista decise di concedere l'amnistia ai rivoltosi, molti dei quali accompagnarono, meno di sei mesi dopo, Fidel Castro nel suo esilio in Messico. Il 9 luglio di quello stesso anno Fidel Castro incontra Ernesto Guevara, e a lungo discutono sul continente sud americano sfruttato dagli yankee. Il 2 dicembre 1956, torna a Cuba con una forza di 82 uomini, deciso a rovesciare la dittatura, cosa che avvenne dopo una sequenza interminabile di lotte intestine. L' Esercito Ribelle prese infine il potere nel 1959. Le decisioni iniziali, prese dal nuovo governo di Fidel, furono inizialmente di componente etica: chiusura delle case da gioco e di tolleranza, lotta senza quartiere al traffico di droga, liberalizzazione degli accessi agli alberghi, spiagge, locali sino ad allora riservati a circoli esclusivi. Tutto questo affascinò la maggioranza della popolazione e il nuovo governo ebbe grande consenso. Nel marzo del 1959 fu imposta una diminuzione dei canoni d'affitto del 30-50% accompagnata da una riduzione del prezzo di medicinali, libri scolastici, tariffe elettriche, telefoniche e dei trasporti urbani. Dopo aver ridotto gli affitti, si varò una riforma che mirava a trasformare gli inquilini in veri e propri proprietari attraverso il pagamento degli alloggi con rate mensili proporzionali al reddito. Ma le proteste interne iniziarono dopo l'emanazione, nel maggio 1959, della prima riforma agraria, che fissava per le tenute agricole un limite massimo di 402 ettari. La superficie coltivabile veniva assegnata a cooperative oppure distribuita a proprietà individuali di un minimo di 27 ettari. Il governo, per impedire il minifondo, proibiva la vendita delle vendite delle terre ricevute e il loro frazionamento. La riforma agraria suscitò forti reazioni nelle campagne ma anche presso le classi alte e i ceti medi urbani. In tempi moderni Cuba, e con lei il suo simbolo supremo, cioè Castro, si è impegnata a fronteggiare gli Stati Uniti, in una lotta che l'ha opposta al blocco economico - il cosiddetto - embargo - durato diversi decenni, fino al 2015, quando il presidente Obama lo annullò, facendo inoltre visita a Cuba - primo presidente USA dopo 88 anni. A partire dal mese di dicembre del 2006 si fanno sempre più presenti i problemi di salute. Il 19 febbraio 2008, al potere da quasi 50 anni, Fidel annuncia il suo ritiro dalle cariche presidenziali lasciando tutti i poteri al fratello Raul Castro Ruz.   (fonti: La Repubblica; Biografieonline)
Martedì, 19 Luglio 2016 14:41

Premios Juventud 2016

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Premios Juventud 2016: trionfano CNCO, J Balvin e Gente de Zona Lo scorso 14 luglio si sono svolti a Miami i Premios Juventus 2016. I Premios Juventud sono un riconoscimento assegnato ogni anno dalla televisione americana Univision ai personaggi dello spettacolo che parlano spagnolo. Nella categoria musica la giovane boy band CNCO con ben quattro premi sono stati i protagonisti assoluti di questa edizione. L’evento si è svolto presso il Bank United Center della Università di Miami oltre a CNCO sono stati protagonisti J Balvin, Maite Perroni, Fernando Colunga, Marc Anthony, Gente de Zona e Luis Coronel. Di seguito la lista completa dei vincitori: CATEGORIA MUSICA: La Combinación Perfecta: “La Gozadera” – Gente de Zona con Marc Anthony Lo Toco Todo: “Los Vaqueros: La Trilogía” – Wisin Voz del Momento: Nicky Jam El Súper Tour: “One World Tour” – Ricky Martin La Más Pegajosa: “Tan Fácil” – CNCO Canción Corta-venas: “Perdón Perdón” – Ha-Ash Mi Artista Pop/Rock: CNCO Mi Artista Regional Mexicano: Luis Coronel Mi Artista Tropical: Marc Anthony Mi Artista Urbano: Nicky Jam Favorite Hit: “Hello” – Adele Favorite Hit Maker: Adele Producers’ Choice Award: CNCO
Martedì, 17 Maggio 2016 10:03

Cocktail Cubani

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Cuba è la nazione famosa per le sue spiagge, la sua storia, la musica, la cultura, i sigari, per i suoi rivoluzionari e… per i suoi cocktail. Il celebre rum cubano è alla base di numerosi cocktails, famosi in tutto il mondo. Ecco un vademecum dei più celebri long drink nati su quest’isola caraibica. Mojito Questa è la bevanda che ha reso famosa nel mondo la Bodeguita del Medio, il popolare locale dell’Avana, meta di artisti ed intellettuali di mezzo mondo. Pare che lo stesso Hemingway ne fosse un accanito bevitore! Gli ingredienti sono uguali in ogni parte del mondo anche se forse la tecnica della preparazione e la sua mescolatura possono fare la differenza. A Cuba conoscono e preparano bene il mojito tanto che in inverno spesso non si serve, ne si chiede, è una bevanda preferibilmente estiva appunto perchè si usano solo prodotti freschi. In inverno infatti la menta non è matura e potrebbe presentarsi più aspra. Attenzione quindi a chiedere un mojito a Cuba perchè fatto con gli ingredienti del luogo non potrebbe corrispondere alle vostre aspettative. Ingredienti - 2 gocce di angostura - 2 cucchiaini di zucchero di canna - 2/10 di succo di lime o limone - 8/10 di Ron blanco - Foglie di hierba buena (oppure menta piperita fresca) - soda water Preparazione Pestare nel bicchiere le foglie dell'erba con lo zucchero, aggiungere ghiaccio tritato e versare gli altri ingredienti. Riempire con soda e decorare con germogli e foglie d'erba DAIQUIRI Ingredienti - 1/10 di sciroppo di zucchero - 3/10 di succo di lime o limone - 6/10 di Ron blanco Preparazione Shakerare con energia e versare nella coppetta da cocktail ben ghiacciata SANTIAGO Ingredienti Nello shaker mettere - 50 gr. di Ron 7 anni - cubetti di ghiaccio - il succo di 1/2 limone - 10 gr. di sciroppo di granatina Preparazione Scuotere bene il tutto e versare nel bicchiere in cui aggiungere frutta di stagione in pezzi CUBANITO Ingredienti - 3/10 di Ron 7 anni - 7/10 di succo di arancia - alcune gocce di limone Preparazione Preparare in un grande bicchiere con abbondante ghiaccio CUBALIBRE Ingredienti - 4/10 di Ron blanco - 6/10 di Coca-Cola - 1 spruzzata di limone (meglio senza) Preparazione Preparare direttamente nel bicchiere da long-drink versando prima il ron CAYO LOCO Ingredienti - 60 gr. di succo d'ananas - 40 gr. di Ron 12 anni - 10 gr. di Ron 7 anni - 5 gocce di limone Preparazione Versare in un bicchiere contenente ghiaccio tritato grosso, rimestare, quindi guarnire con ananas e con ghiaccio abbondante PIÑA COLADA Ingredienti - 100 ml di latte di cocco - 200 ml di succo di ananas - 300 ml di rum bianco Preparazione Frullare tutti gli ingrediente nel frullatore servire in un bicchiere tipo calice DOBLE Ingredienti - 30 gr. di Ron añejo - 1 birra ben fredda Preparazione Servire in un grande bicchiere CUBATA Uguale al Cuba Libre, ma con il ron anejo CAIPIRISSIMA Ingredienti 6 cl. Havana Club Silver Dry mezzo limone 1 cucchiaino di zucchero di cannaPreparazione Tagliare a cubetti mezzo limone (con la buccia). Trasferirlo in un bicchiere da cocktail con lo zucchero e schiacciare con il pestello. Riempire con ghiaccio. Coprire il tutto con Havana Club, mescolare e servire. MAITAI  Ingredienti 2/10 Havana Club 3 anni 2/10 Havana Club Silver Dry 2/10 Orange Curaçao 2/10 Succo di limone 1/10 Orzata 1/10 GranatinaPreparazione Preparare nel bicchiere da cocktail, decorare con ananas, due ciliegine rosse e foglie di menta. PRESIDENTE Ingredienti 6/10 Havana Club Silver Dry 4/10 Martini Rosso Gocce di granatinaPreparazione Preparare direttamente nel bicchiere da long-drink con ghiaccio e una fettina di limone.
Giovedì, 24 Marzo 2016 15:45

Obama a Cuba:"Este es un nuevo dia"

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"Este es un nuevo dia" (è un nuovo giorno). Barack Obama esordisce in spagnolo nel suo discorso nella storica conferenza stampa con Raul Castro nel Palazzo della Rivoluzione all'Avana "Sono venuto qui a Cuba per seppellire le ultime tracce della Guerra Fredda: Obama è il primo presidente Usa a visitare Cuba dopo la rivoluzione del 1959 e Raul Castro ha rimarcato la storicità dell'evento nell'apertura del suo discorso '"Creo en el pueblo cubano", "credo nel popolo cubano". "Spetta ai cubani scegliere il proprio futuro", ha aggiunto Obama. Stati Uniti e Cuba hanno dunque riallacciato i rapporti diplomatici, ma ci sono ancora molti punti su cui i due Paesi sono molti distanti. Raul Castro ha sottolineato che "abbiamo idee diverse su molti argomenti, come la democrazia, i sistemi politici, i diritti umani, le relazioni internazionali, la pace e la stabilità nel mondo". "Noi difendiamo i diritti umani" ha aggiunto, criticando gli Stati Uniti perché il governo cubano "trova inconcepibile che un governo non assicuri il diritto alla salute, all'istruzione, al cibo, allo sviluppo, ai diritti dei bambini". E Obama ha risposto: "Continuiamo ad avere divergenze molto serie. Abbiamo parlato candidamente" di quelle legate ai diritti umani, ma "gli Usa riconoscono i progressi fatti da Cuba e soprattutto affermo che il destino di Cuba non viene deciso dall'esterno: Cuba è un Paese sovrano e orgoglioso, il futuro di Cuba sarà deciso dai cubani". L'embargo resta "l'ostacolo più grosso" al nostro sviluppo e la sua rimozione è fondamentale per la normalizzazione dei nostri rapporti, insieme "alla restituzione di Guantanamo", "un territorio illegalmente occupato" ha detto il leader cubano. Dal suo canto Obama ha ribadito: "Continuo a lanciare appelli al Congresso affinché elimini l'embargo" ma allo stesso tempo chiedo a Cuba di "allentare le restrizioni interne sul business": più joint venture, assunzioni dirette dei cubani nelle società straniere. Perché la normalizzazione, e la speranza di un cambiamento del regime, passa prima di tutto attraverso il business. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un accordo tra Google e le autorità cubane per sviluppare la rete wi-fi e la banda larga sull'Isola. Barack Obama ha ringraziato esplicitamente il paziente lavoro di mediazione di Papa Francesco e del Cardinale Ortega "che hanno fatto tantissimo" per normalizzare i rapporti tra Cuba e Stati Uniti. I ringraziamenti sono arrivati anche per Castro per aver ospitato i colloqui di pace tra il governo colombiano e le Farc, proseguiti oggi nell'isola sotto la supervisione del segretario di stato Usa John Kerry. Dopo i discorsi dei presidenti si è tenuta una inattesa (per Castro) conferenza stampa finale, il presidente cubano è stato messo in imbarazzo quando un giornalista dell'emittente Cnn, figlio di un cubano, gli ha chiesto perché nell'isola dei Castro ci sono i prigionieri politici. "Prigionieri politici? Mi dia la lista. Se ci sono, prima che cali la notte saranno liberati", si è difeso il presidente cubano all'indomani della retata che ha portato in carcere una cinquantina di attivisti per i diritti umani. Castro è poi passato al contrattacco, invitando a non politicizzare il tema e chiedendo tempo. "Nessun paese al mondo rispetta tutti i 61 diritti umani" definiti a livello internazionale, mentre "Cuba ne rispetta 47", ha accusato, elencando quelli tutelati nell'Isola, come la salute, l'educazione, la parita' di salario tra uomini e donne". Diritti non scontati negli USA Il viaggio si è concluso con il bagno di folla allo stadio sugli spalti dell'Avana. Il presidente americano, accompagnato da Raul Castro, ha assistito alla partita tra i Tampa Bay Rays e la nazionale cubana di baseball. Entrambi sono stati salutati con grandi applausi da parte del pubblico dello Estadio Latinoamericano, che può ospitare fino a 50mila persone.
Venerdì, 12 Febbraio 2016 17:44

Reggaeton

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Il reggaeton è una forma di musica reggae nata a Porto Rico ed a Panamá verso la fine degli anni ottanta e diventata popolare tra i giovani latino-americani all'inizio degli anni novanta, quindi diffusasi tra il pubblico del Nord America, dell'Europa, dell'Asia e dell'Australia durante i primi anni del XXI secolo. Il reggaeton miscela musica giamaicana con influenze del reggae e del dancehall, con ritmi dell'America Latina come la bomba e la plena, ed ha sonorità tipiche della musica hip hop. La musica è combinata inoltre con il rapping in lingua spagnola. Sebbene questo genere subisca le influenze di generi come l'hip hop e la dance hall giamaicana, sarebbe sbagliato definire il reggaeton come la versione "latina" di questi generi; il reggaeton ha un suo specifico beat ed un suo peculiare ritmo. Il ritmo tipico del reggaeton viene individuato con il termine "Dem Bow", derivato dal titolo di una canzone dance hall giamaicana che rese popolare questo tipo di ritmo nei primi anni '90. Le origini del reggaeton rappresentano un ibrido di diversi differenti generi musicali ed influenze derivate da vari paesi caraibici, latino-americani, e dagli Stati Uniti. Il reggaeton tuttavia è fortemente associato a Porto Rico, il paese di provenienza dei maggiori esponenti del genere. Si dice che sia stato il brano dancehall "dem bow" dell'artista giamaicano Shabba Ranks, uscito nel luglio del 1991, a decretare la nascita dei primi pezzi reggaeton, una volta arrivato alle orecchie dei giovani di Porto Rico. Come l'hip hop, il reggaeton è stato causa di una certa polemica, anche se in maniera minore, per via di alcuni testi espliciti e dello svilimento della figura femminile; i sostenitori del genere ritengono questo fenomeno alquanto marginale, ribattendo che la maggior parte delle liriche reggaeton non fanno riferimento a contenuti espliciti, violenza e misoginia. Ulteriore polemica è causata dal perreo, un ballo con i tratti sessuali espliciti, associato con musica del Reggaeton. L'origine del Reggaeton cubano è segnata da diversi gruppi di Cuba a partire dal 1999, nell'isola cubana viene denominato "Cubaton" perché non fa richiamo ai toni volgari, ma rappresenta la cultura cubana, il reggaeton portoricano viene invece denominato Dembow.. La prima band nota per il nuovo stile musicale si chiamava SBS, molto amata tra i giovani cubani perché mostrava un nuovo stile originale, un rap con influenze portoricane mischiato alla musica cubana. Successivamente si costituirono altri gruppi famosi in tutto il paese, come Candiman, che con uno stile assolutamente originale riuscì ad entrare nelle top ten. Dopo il 2000 molti gruppi come El Medico, Tegno Caribe, Triangolo Oscuro, Máxima Alerta, El Chacal, Los Salvajes (Los 4), Baby Lore e El Insurrecto, Gente de zona, Eddy K riuscirono a farsi strada tra il grande pubblico. Molti di loro hanno acquistato fama mondiale. Questi gruppi mischiano il reggae con la musica delle loro radici cubane, dando vita al tipico sound del reggae cubano. I testi del reggae dell'America Latina sono caratterizzati da parole di discriminazione e disprezzo, elemento abbastanza comune anche nell'Hip Hop. La maggior parte delle band cubane non riprende invece questo stile, interpretando piuttosto nelle loro canzoni temi come la gioia di vivere cubana, l'amore, il ballo e la festa. Questo è anche ciò che il suo pubblico ama e che nei carnevali, nei party e nelle discoteche accompagna la voglia di far festa. I gruppi cubani creano continuamente nuova musica e lavorano incessantemente per avere il riconoscimento tra il pubblico internazionale.Il grande successo e il consenso sempre più ampio di questo genere musicale lo ha reso particolarmente popolare e il suo ritmo sfrenato e scanzonato lo incorona colonna sonora dell'estate
Martedì, 02 Febbraio 2016 10:27

Il Mambo

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Il mambo è un genere musicale nato a Cuba. Il termine mambo significa "Conversazione con gli dei" in kikongo, l'idioma parlato dalle popolazioni dell'Africa centrale emigrate a Cuba. La storia del mambo comincia nel 1938, quando fu presentata una canzone ballabile intitolata Mambo scritta da Orestes e Cachao López. Nel corso degli anni alla musica fu associata una tipica danza, tuttora in voga soprattutto all'Avana, Città del Messico, New York city e nei corsi di ballo latino-americano, con alcune varianti rispetto all'originale. Modificato nella struttura musicale nel corso degli anni, è oggi una danza piena di ritmo e sensualità. Impararlo non è difficile. Il ritmo sostenuto della musica e i passi cadenzati, rendono la sua esecuzione coreografica e semplice da eseguire. Gli strumenti a percussione che lo caratterizzano sono le congas, il bongò, le maracas, la clave e la cabasa. Negli anni cinquanta e sessanta sono stati molti gli artisti e le orchestre ad essere protagonisti di questo genere musicale; in quel periodo la notorietà e il successo della maggior parte di loro sono però rimasti circoscritti ai paesi dell'America Latina, con l'eccezione di Perez Prado, di José Curbelo e di Xavier Cugat e sua moglie, la cantante statunitense Abbe Lane. A partire dagli anni settanta un cocktail di ritmi caraibici, nato dall'incontro degli immigrati dell'America Latina a New York, ha dato vita alla salsa, un genere musicale ed un ballo in cui il mambo è tra gli ingredienti fondamentali. Tra i principali rappresentanti del primo periodo: Tito Puente, Mongo Santamaría, Fania All Stars, Celia Cruz, Cheo Feliciano,Ray Barretto, Eddie Palmieri e molti altri. Il mambo solitamente si esegue in coppia, ma è possibile ballarlo anche singolarmente. L'uomo viene definito cavaliere e la donna dama, è un ballo di contatto dove i corpi a volte si sfiorano o si toccano. Le braccia sono libere e danzano esterne al corpo. I passi base da seguire sono uguali per entrambi.I più bravi immettono delle figure aggiuntive (piroette, salti, prese), che possono personalizzare e inserire nel momento che ritengono opportuno. La posizione da tenere nel Mambo deve essere eretta, con la schiena ben dritta. Il corpo deve essere sciolto e i movimenti fluidi. Le braccia devono essere in equilibrio.
Martedì, 12 Gennaio 2016 19:22

Il Tropicana de Cuba

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Il Tropicana de Cuba è uno spettacolo di cabaret dalla grande tradizione e fascino. Il Cabaret Tropicana ed il suo balletto sono famosi a livello internazionale e costituiscono una delle maggiori attrazioni della capitale cubana. Non si può andare a L’Avana senza assistere ad uno spettacolo del Tropicana: la musica, i colori, i profumi dei Caraibi sono condensati in questo club che da più di sessant’anni rappresenta e sintetizza la cultura cubana, il piacere e la ricerca del bello così vivi e presenti nell’anima degli abitanti dell’isola caraibica. Storia Inaugurato nel 1939 nel quartiere Marianao della Capitale cubana, il Tropicana da allora ha costituto un polo d’attrazione per i turisti di tutto il mondo. Nemmeno il cambio di regime, dal più permissivo di Batista a quello più rigido di Fidel Castro, ha bloccato lo sviluppo e la crescita di quello che è stato più volte definito come il «più famoso e raffinato» spettacolo di cabaret al mondo. Fondato dall'impresario italiano Vittorio Costa, è attualmente gestito dalla prestigiosa società cubana Gran Caribe, la stessa che gestisce La Bodeguita del Medio e il ristorante Floridita e anche i migliori alberghi a 5 stelle dell'Avana e di Cuba. La Fontana delle Muse, all'ingresso del Tropicana è stata realizzata dallo scultore italiano Aldo Gamba; invece, la statua della ballerina, usata come logo del locale è della scultrice cubana Rita Longa. Gli anni d’oro del locale coincidono con l’entrata in scena di Santo Trafficante, figura di primo piano della malavita organizzata della Florida, che acquistò la maggioranza delle azioni del Tropicana e del casino The Sans Souci. Trafficante investì pesantemente sul locale, che venne rinnovato negli interni e all’esterno. Vennero inoltre creati, dei pacchetti viaggio con i quali si poteva partire dalla Florida con la Cubana Airlines, si assisteva allo spettacolo e si tornava quindi negli Stati Uniti alle quattro del mattino del giorno dopo. Dopo la rivoluzione castrista e con la scomparsa dalla scena di Trafficante, arrestato il 21 giungo del 1959, il locale ha continuato a rinnovarsi, mentre la sua fama ha raggiunto una dimensione planetaria. Gli spettacoli Gli spettacoli si tengono all'aperto ed ogni sera si esibiscono 200 persone tra ballerine, cantanti, artisti, tecnici: lo scenario è il bosco sotto le stelle, denominato appunto Bajo las Estrellas, di fianco al salone da ballo al coperto che si chiama Salon Arco de Cristal. E’ un’attrazione turistica di grande impatto e si consiglia di prenotare con anticipo poiché i posti si esauriscono facilmente. Vi consigliamo inoltre di visitare di pomeriggio i suoi verdi giardini tropicali interni e di assistere alle stupende prove generali aperte al pubblico. L'entrata costa € 75, per un tavolo da quattro, una bottiglia di rum, panini e bibite. All’ interno del tropicana troviamo anche: un ristorante, una caffetteria, un bar e un negozio di souvenir. Ancora oggi, da martedì alla domenica, sul palco del locale si esibiscono artisti di fama internazionale, con una direzione artistica che ha puntato tutto sulla musica e il ballo cubano e le sue contaminazioni con le tradizioni dei Caraibi e dell’America Latina. Le ballerine del Tropicana, note come le "dee di carne" , da tempo rinomate in tutto il mondo per la loro sensualità , offrono uno spettacolo teatrale di musica, di paillettes e piume che è stato poi copiato a Parigi, New York, e Las Vegas. Cabaret Tropicana Indirizzo: Tropicana Cabaret, street 72 e/ 41 y 45 Miramar, Havana. tell: (53-7) 267-1717
Giovedì, 07 Gennaio 2016 11:19

Il Tango

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Il tango è un genere musicale e un ballo; ma anche una poetica, un'interpretazione musicale, un modo di esprimersi e un linguaggio del corpo. Nato in Argentina e poi diffusosi in Uruguay come espressione popolare e artistica, deriva dall'incontro di musica, danza, testo e canzone. Non si conoscono le origini del nome che probabilmente derivano dal latino, tango è la prima persona dell'indicativo presente del verbo tangere (toccare) e vuol dire quindi "Io tocco". Uno degli strumenti caratteristici del tango è il bandoneón, uno strumento a mantice, seguono pianoforte, violino e contrabbasso, gli strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche.  In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires ed ebbe ripercussione nella vicina Montevideo e nella vicina città di Rosario fino ad arrivare a fare il giro del mondo.  Tra i nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all'età d'oro, quella degli anni '30 e '40: Aníbal Troilo, Juan D'Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, Enrique Delfino, sono tutti figli di italiani. I grandi autori di tango della regione del Rio de la Plata, gli uruguayani Razzano, Canaro, Villasboas, Metallo e Donato Racciatti (musicisti nati in Italia e poi nazionalizzati) e gli argentini (Le Pera, nato in Brasile e poi nazionalizzati, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Espósito,Filiberto, Cobián, Enrique Domingo Cadícamo ed altri) la confermarono come musica nazionale argentina, anche se era già diventata tale nella periferia prima dell'accettazione della grande borghesia. Il tango è un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo si intende il normale passo di una camminata. La posizione di ballo è un abbraccio frontale più o meno asimmetrico, a seconda dello stile, in cui l'uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell'uomo e la destra della donna. Poche regole semplici dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo guida, la donna segue. Fondamentalmente è l'uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica. Il tango argentino è caratterizzato da tre ritmi musicali diversi ai quali corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: Il Tango, la Milonga e il Tango vals (Vals criollo). Musicalmente il Tango ha un tempo di 4/4 o 2/4, come la Milonga, mentre il Tango Vals, che deriva dal Valzer ha tempo 3/4. I ballerini di tango praticano differenti stili, facenti capo a grandi interpreti delle sue fasi storiche, o ai quartieri di Buenos Aires o cittadine nella sua vicinanza, dove si sono contraddistinti. Alcuni stili di ballo sono: Apilado, Milonguero, fantasia, salòn, show, Avellaneda, Villa Urquiza, nuevo. Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e passionale. I ballerini spesso si appoggiano l'uno all'altro e l'asse individuale viene sostituito da un asse condiviso attorno al quale si muove la coppia. Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell'aristocrazia, è caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior rispetto per l'asse individuale, una ricerca per l'eleganza e la spettacolarità del movimento. Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini si esibiscono nello stile detto "Tango show" caratterizzato da figure coreografiche e passi di forte effetto spettacolare. Negli anni '60 e '70 si afferma il tango fantasia, che molto si distacca dal tango tradizionale. Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come Tango Nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico. Un movimento vero e proprio si è venuto a creare attorno alla ricerca costante di nuove forme di movimento nel Tango, in Europa e di ritorno nella stessa Argentina. In tutto il mondo si assiste ad una diffusione del tango capillare, in costante crescita dal 2000; segno di questo è il proliferare delle milonghe, cioè i luoghi dove si balla e si "vive" il tango e la nascita di compagnie che rappresentano il Tango sul palcoscenico e di orchestre. Festival ed eventi di tango sono ormai presenti in quasi tutte le grandi e medio-grandi città del mondo. In Europa grande diffusione ha avuto il tango nei Paesi Bassi ed in Francia, di seguito in Italia (patria d'elezione per molti artisti argentini, di origine italiana) ed in tutte le altre nazioni europee. L'andamento del ballo in milonga, si svolge in senso antiorario, partendo dal bordo della pista. In una milonga frequentata da molti ballerini, lo spazio in pista è solitamente ristretto e, poiché il tango è improvvisazione, non è facilmente prevedibile come la singole coppie interpreteranno il brano musicale che stanno ascoltando. Di conseguenza, non potendo assolutamente prevedere cosa succederà alle spalle dell'uomo (che guidando, ha la responsabilità della coppia), costui deve assolutamente evitare di fare dei passi contromano, cioè nella direzione contraria al senso di ballo, o meglio gli eventuali passi indietro, andranno fatti possibilmente, verso il centro della pista e/o nella direzione di ballo. Di regola, i ballerini più esperti dovrebbero occupare la parte più esterna della pista, che teoricamente consente maggior velocità. Il linguaggio del corpo è prerogativa del tango e quindi, durante la durata del ballo, la coppia non comunica con le parole, le quali interromperebbero l'armonia che si forma in quel momento, dove la musica si trasforma in movimento. Un bel tango non è necessariamente caratterizzato da molte figure. Il Tango è costruito nel momento stesso del ballo, attraverso l'improvvisazione e la comunicazione tra i ballerini, nella gestione dello spazio a disposizione. Esistono comunque delle sequenze e figure, insegnate per fini didattici, che codificano la tecnica di improvvisazione: • La Camminata - è la base del tango e malgrado la sua apparente semplicità è forse la figura più difficile da realizzare. • Quadrato o Baldosa - è una figura didattica di sei passi che disegna un rettangolo. L'uomo partendo col piede destro esegue: passo indietro, di lato a sinistra, avanti, avanti, di lato a destra insieme. • Salida basica - è una sequenza didattica di 8 passi. L'uomo partendo col piede destro esegue: passo indietro, di lato, avanti, avanti, unisce i piedi e guida alla donna un incrocio, avanti, di lato, insieme. • Cadenza - è il tenere il ritmo sul posto. • Ocho - l'uomo guida alla donna un passo e consecutivamente un pivot (una rotazione col peso portato sulla punta del piede), facendo così in modo che la donna disegni un otto (in spagnolo ocho) con i piedi. A seconda della direzione del passo si otterrà un ocho in avanti (ocho adelante) o all'indietro (ocho par atras). • Molinete - tipica figura del tango Salon, nella quale l'uomo e la donna girano camminando attorno all'asse della coppia. • Giro - l'uomo guida la donna in un giro attorno al proprio asse. La donna è come la ruota di un mulino il cui asse è l'uomo. • Sacada - Uno dei 2 elementi della coppia invade lo spazio del partner effettuando un passo verso la gamba del partner su cui non c'è peso. Se l'invasione avviene con un passo in avanti si parla di sacada in avanti, se invece avviene effettuando un passo indietro, si parla di sacada all'indietro. • Parada - l'uomo interrompe col piede il passo della donna. In realtà l'uomo guida un arresto alla donna contemporaneo all'interposizione del piede sulla traiettoria del di lei passo. • Barrida - Uno dei 2 ballerini sposta il piede dell'altro ballerino, su cui non c'è peso, col proprio piede. In realtà anche la barrida è un effetto ottico, cioè l'uomo non sposta col piede il piede della donna, ma le guida un passo e lo effettua con lei, mantenendo il contatto tra i piedi. • Colgada - figura caratterizzata da un abbraccio aperto in cui la coppia è molto vicina con i piedi e lontana con le spalle. • Volcada - figura caratterizzata da un abbraccio molto chiuso in cui la coppia è molto vicina con le spalle e lontana con i piedi. • Salti e sollevamenti - figure da show in cui la ballerina effettua figure aeree spettacolari col supporto del partner. • Sentada - Figura spettacolare da show dove la donna effettua una sorta di "seduta" sulla gamba del ballerino, allungata e tesa verso l'esterno. Lingua La lingua del tango è il lunfardo. Tra i ballerini più famosi vanno citati Miguel Balmaceda, Antonio Todaro, Pepito Avellaneda, José Benito Ovidio Bianquet detto "El Cachafaz", Juan Carlos Copes, Miguel Angel Zotto, Osvaldo Zotto (prematuramente scomparso) o Carlos Gavito, noto per aver introdotto un tipico abbraccio "sbilanciato" (apilado), Gustavo Naveira y Giselle Anne, che con Fabian Salas e Pablo Veron sono alla base dell'evoluzione del tango moderno, Mariano "Chicho" Frumboli, Esteban Moreno y Claudia Codega, Adrian Veredice y Alejandra Hobert, Sebastian Arce y Mariana Montes, Pablo Garcia, Pablo Moyano solo per citarne alcuni tra i più famosi.  
Martedì, 01 Settembre 2015 06:26

Il Rum

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Il Rum è un distillato, una bevanda alcolica a base di canna da zucchero , realizzata tramite un processo di fermentazione e distillazione. Il distillato, un liquido chiaro, è spesso invecchiato in barili di rovere. Il Rum è definito in spagnolo come ron viejo ("vecchio rum") e ron añejo ("rum invecchiato"). La maggior parte della produzione di rum del mondo si concentra nei Caraibi e America Latina. Ma il Rum è prodotto anche in Austria, in Spagna, l'Australia, la Nuova Zelanda, Fiji, Hawaii, Filippine, India, Isola della Riunione, Mauritius, Sud Africa, Taiwan, Tailandia, il Giappone, gli Stati Uniti, il Venezuela e il Canada. L'origine della parola "rum" è generalmente poco chiara. In un saggio sull'origine della parola del 1824, Samuel Morewood, un britannico etimologo, ha suggerito che derivare dal termine gergale britannico per "il migliore", per indicare la sua eccellenza e di qualità superiore. Dato il gusto aspro del primo rum, questo è improbabile. Morewood ha poi suggerito un'altra possibilità: che è stato preso da l'ultima sillaba del latino nella parola che indica lo zucchero, saccharum. Un'altra ipotesi lo collega al nome dei grandi bicchieri usati dai marinai olandesi conosciuti come rummers, dalla olandese parola Roemer, un bicchiere. Altre opzioni includono le contrazioni delle parole iterum, latino per "ancora una volta, una seconda volta" o arôme, francesi per aroma. Indipendentemente dalla fonte originale, il nome era già in uso comune dal 1654, quando il Tribunale del Connecticut ha ordinato i sequestri di "qualunque liquori Barbados, comunemente chiamato il rum, Kill Devil e così via". Storia: I precursori del rum risalgono all'antichità. Si ritiene che lo sviluppo di bevande fermentate prodotte dal succo di canna da zucchero sia iniziato nell'antica India o in Cina e da lì si sia diffuso. Un esempio di questi antenati è il "brum", prodotto dai malesi, il brum risale a migliaia di anni fa. In un documento del XIV secolo Marco Polo parla di un "ottimo vino di zucchero" che gli venne offerto nell'attuale Iran. La prima distillazione di rum avvenne a Londra con le canne da zucchero indiane intorno al XV secolo. Invece la prima distillazione di rum nelle Americhe ebbe luogo nelle piantagioni di canna da zucchero dei Caraibi nel XVII secolo. Gli schiavi delle piantagioni scoprirono per primi che le melasse, un sotto-prodotto del processo di raffinazione dello zucchero, fermentavano in alcool. Più tardi la distillazione di questi sottoprodotti alcolici concentrò l'alcool e rimosse le impurità, producendo i primi veri rum. La tradizione narra che il rum ebbe origine dapprima sull'Isola di Barbados. Al di là della sua origine, i primi rum caraibici non erano di grande qualità. Un documento del 1651 dalle Barbados affermava che "Il maggiore intossicante prodotto sull'isola è il Rumbullion, detto anche Kill-Divil (ammazza-diavolo), ottenuto da canne da zucchero distillate, un bollente, infernale, e terribile liquore." La popolarità della bevanda si diffuse nelle Colonie statunitensi. Per sostenere la richiesta del liquore, la prima distilleria nelle colonie fu fondata nel 1664 nell'odierna Staten Island. Tre anni dopo una distilleria venne aperta a Boston, Massachusetts. La produzione di rum divenne la più grande e florida industria del New England coloniale. Il rum del Rhode Island venne persino accettato come moneta corrente, alla stregua dell'oro, per un certo periodo in Europa. Per sostenere una tale richiesta di melassa per la produzione di rum, contestualmente all'aumentata domanda di zucchero in Europa nel corso del XVII e XVIII secolo, era necessaria una fonte di forza lavoro per le piantagioni di zucchero nei Caraibi. Un commercio triangolare venne realizzato tra l'Africa, i Caraibi e le colonie per sostenere questo bisogno. Lo scambio circolare di schiavi, melassa e rum era piuttosto redditizio. La popolarità del rum continuò dopo la Rivoluzione Americana allorché George Washington si alzò su una botte di rum di Barbados in occasione del suo discorso di insediamento nel 1789. Le restrizioni all'importazione di rum dalle isole britanniche dei Caraibi, in concomitanza con lo sviluppo del whiskey americano portarono al declino della popolarità della bevanda negli Stati Uniti. Rum e marineria Il rum era il liquore localmente disponibile negli anni d'oro della pirateria nei Caraibi, ma soprattutto dall'enfasi che a tale connubio venne data in alcuni lavori letterari quali il poema "Fifteen men on the Dead Man's Chest'" di Robert Louis Stevenson nel suo libro L'isola del tesoro. Si dice che i pirati erano soliti miscelare rum e polvere da sparo prima di assalire le navi cariche di merci destinate all'Europa. L'associazione tra il rum e la Marina reale britannica ha inizio invece nel 1655 quando la flotta Britannica invase l'isola di Giamaica. Mentre la razione era originariamente pura, o mescolata con succo di limone, la pratica di allungare con acqua il rum iniziò intorno al 1740. Per contribuire a minimizzare gli effetti dell'alcool sui suoi marinai, l'ammiraglio Edward Vernon ordinò che la razione di rum venisse annacquata prima di essere distribuita, e tale mistura divenne nota come grog. Una storia su rum e marineria è quella secondo la quale il corpo di Horatio Nelson, ucciso al termine della vittoriosa Battaglia di Trafalgar, venne conservato in una botte di rum per poterlo trasportare sino in Inghilterra. Tuttavia all'arrivo la botte venne aperta e si scopri che non vi era più rum. Il corpo sotto spirito venne rimosso e, dopo un'ispezione, si scoprì che i marinai avevano praticato un foro sul fondo della botte e bevuto tutto il rum, bevendo in questo modo anche il sangue di Nelson. Questa leggenda è la base sulla quale viene usata il termine "sangue di Nelson" per definire il rum. Il rum divenne una merce importante nel primo periodo coloniale del Nuovo Galles del Sud. L'importanza del rum era dovuta innanzitutto alla mancanza di una moneta corrente tra la popolazione della colonia e alla capacità della bevanda di permettere ai suoi consumatori di dimenticare temporaneamente le pessime condizioni di vita nella nuova colonia. Fabbricazione Prima fase: canna da zucchero I germogli di canna da zucchero vengono piantati nel terreno più adatto alla specie, nei mesi compresi tra febbraio ed agosto. È molto importante che i germogli siano piantati nel momento più adatto al clima locale, per ottenere un elevato contenuto zuccherino, in modo che il succo destinato alla fermentazione possieda il minor materiale di scarto possibile. La pianta cresce naturalmente per almeno 12-18 mesi, raggiungendo i 3 metri d'altezza nelle aree tropicali e circa 1 metro d'altezza se piantata in zone subtropicali. La canna viene quindi raccolta, tagliandola alla base il più vicino possibile al terreno, poiché è lì che si concentra la maggior parte del succo. La raccolta può essere manuale o meccanica. Nell'arco di poche ore la pianta deve essere mandata alla macinazione, per evitare che questa si secchi e perda gran parte del succo. È qui che avviene la prima grande distinzione tra tipi di rum, le possibilità sono due: quanto estratto con la macinazione può essere destinato alla produzione di zucchero, i cui residui (la melassa) verranno poi inviati alla fermentazione, creando così un rum industriale. Oppure il succo estratto dalla canna con la frantumazione può essere inviato direttamente alla fermentazione, non producendo zucchero. In questo modo si ottiene un rum agricolo, nel quale il succo viene depurato, decantato, filtrato e versato nei tini di fermentazione delle distillerie agricole. La fermentazione è spontanea ed ha una durata di 36/48 ore. In alcune distillerie artigianali la fermentazione avviene ancora nei vecchi alambicchi di rame rosso. Qualunque sia il metodo di produzione, il rum agricolo è di una finezza notevole, non avendo subito alcuna alterazione delle sostanze aromatiche. Seconda fase: fermentazione La fermentazione consiste nell'aggiungere al succo di canna, o alla melassa, del lievito. In modo da trasformare la parte zuccherina in alcol etilico, acidi, ed altri alcoli che verranno poi estratti con la distillazione. Utilizzando delle vasche, chiuse o aperte, la mistura viene lasciata fermentare per un minimo di 24 ore ad un massimo di 15 giorni, a seconda del tipo di rum che si vuole ottenere. In generale, con una fermentazione breve si ottiene un prodotto dall'aroma leggero, contenente pochi acidi e pochi residui organici pesanti. Con una fermentazione più lunga, anche senza arrivare ai 15 giorni, il prodotto ottenuto sarà un liquido contenente una più alta dose di alcoli, acidi, e residui. Terza fase: distillazione Per capire la distillazione bisogna precisare che esistono diversi tipi di alcol, alcuni più leggeri e dal sapore delicato e floreale, ed altri più pesanti dal sapore più deciso In pratica più pesante è l'alcol più il suo aroma è forte, fino a risultare sgradevole. Il processo di distillazione non fa altro che separare l'alcol dall'acqua e selezionare gli aromi che si desidera ottenere. Quarta fase: invecchiamento Il rum appena distillato è un liquido bianco trasparente, i cui aromi esistono ma non sono ancora facilmente distinguibili. Le botti tradizionalmente usate per il rum sono in legno di quercia americana, le quali vengono preparate carbonizzandone l'interno. Il distillato, ancora giovane, una volta nella botte penetra all'interno dei pori del legno, assumendone alcuni aromi, e rilasciando parte dell'alcol grazie alla respirazione della botte, che scambia i vapori del distillato con l'aria dell'esterno. Durante il processo d'invecchiamento il distillato perde alcol, a volte fino al 10% ogni anno, obbligando il produttore a rabboccare le botti con altro distillato della stessa partita. Ultima fase: miscelazione Una volta terminato l'invecchiamento i rum contenuti in botti diverse non hanno lo stesso aroma. Così come un rum prodotto in un anno può essere diverso dal rum di un altro anno, anche a parità d'invecchiamento. L'esigenza del produttore è di creare un'etichetta standard, in modo che il contenuto delle bottiglie sia sempre identico e della stessa qualità. L'addetto alla miscelazione conosce perfettamente come creare il giusto rum, conosce perfettamente i vari "ingredienti" che ha a disposizione. Il suo lavoro è miscelare le diverse annate, diverse botti, diverse gradazioni, e rum dai diversi aromi per creare alla perfezione il rum che vuole ottenere. È normale mescolare rum con diversi anni d'invecchiamento, ma ogni produttore ha le sue regole per farlo, che cambiano a seconda della legislazione di ogni paese. Così quando compriamo un rum con indicato un invecchiamento di, per esempio, 15 anni, questo non ha un significato preciso. Per alcuni produttori significa che nella miscela di rum utilizzati il più vecchio ha 15 anni (e gli altri sono più giovani); per altri produttori indica il rum più giovane; per altri ancora è la media degli anni d'invecchiamento dei rum utilizzati. Quando un rum è una miscela di annate differenti e con differenti anni d'invecchiamento, si dice blended. Quando invece un rum è interamente di una sola annata, con i medesimi anni d'invecchiamento si dice millesimato. Molti esperti del settore sono dell'idea che nell'indicazione degli anni d'invecchiamento le regole andrebbero standardizzate, a tutela dei consumatori. Tipi di rum Bianco: Il rum bianco è trasparente o chiaro, di gradazione alcolica leggera ed è molto profumato, a eccezione di un lieve sentore di dolcezza. La popolarità del rum bianco è dovuto alla creazione di cocktail. Essendo di gusto abbastanza neutro, sia che venga distillato dalla canna da zucchero, sia dai suoi derivati, viene usato come accompagnamento ai succhi di frutta o sciroppi e svolge un ruolo importante nel Frozen Daiquiri. Oro: Il rum oro è conosciuto anche come “ambrato” di colore rame chiaro. Viene distillato dal succo di canna o dalle melasse e la maturazione avviene in barili di legno di quercia che hanno già ospitato il bourbon per un periodo che varia da uno a due anni. Alcuni rum dorati hanno un importante profumo di vaniglia, che caratterizza il tipico flavour dei bourbon, e vengono macerati in barili usati una sola volta. Il rum oro sincero permette ai Planter's Punch di sprigionare un gusto unico e gradevole. Scuro: Il rum scuro è caratterizzato dal corpo pieno e ricco, con sentori di caramello dominanti. È per questo motivo che la ricchezza di questo distillato si apprezza meglio se degustato in purezza. L'acquavite cristallina che si ottiene dalla distillazione del succo fresco o dalla melassa della canna nobile viene fatta invecchiare a contatto con le doghe dei barili. Questo contatto permette allo spirito trasparente dell'acquavite di prendere colori dai toni diversi che variano dall'ambrato al bruno a seconda del legno. I migliori rum scuri sono quelli prodotti con un alambicco discontinuo e poi fatti invecchiare per un lungo periodo nei barili. Alcune distillerie, per rendere il tono di colore più scuro (prima di imbottigliare), aggiungono del caramello o della melassa. Invecchiato: I rum invecchiati sono rum preparati tramite la miscelazione di raccolti di anni diversi e di differenti distillazioni in alambicco. Queste miscelazioni vengono effettuate nei barili dai maestri di cantina, che stanno attenti a mantenere il flavour dell'etichetta costante di anno in anno. La data riportata sull'etichetta della bottiglia può indicare sia il rum più giovane contenuto nel blend, sia il rum più invecchiato, a seconda delle normative di legge che cambiano da paese a paese. Per alcuni rum francesi, detti vintage, sull'etichetta vengono citati sia l'anno del raccolto, sia il territorio. Questo rum viene conservato sin dai tempi della sua nascita in barile e poi stivato in magazzini o sulle navi. Alcuni distillati poco riusciti migliorano lentamente riposando a lungo nei barili. Overproof: Si tratta di rum dalla gradazione alcolica molto alta, che raggiunge persino il 75% vol. Sono destinati alla miscelazione oppure previsti come ingredienti nella composizione degli Zombie, dato che è molto difficile assaggiarli in purezza. Speziato: I rum speziati vengono preparati con un distillato base, arricchito con infusioni di spezie e frutti. Come aroma prevalente si ha la vaniglia, ma spesso vengono usati anche cannella e limone. Ci sono dei dubbi riguardanti la genuinità del distillato di base utilizzato per l'infusione e per la macerazione degli ingredienti. Questi sono dovuti al fatto che è difficile conoscere la vera natura della materia prima utilizzata per lo spirito del distillato, ed è per questo che è più corretto chiamare gli speziati “liquori”. Gli spiced sono ottimi per preparare long drink a base di frutta. Premium, super premium, ultra premium: A causa dell'evaporazione dell'alcool attraverso il legno, durante l'invecchiamento in barile i rum tendono a perdere di volume. È possibile stimare il tempo necessario per l'evaporazione completa del contenuto del barile, ma vanno tenute in conto svariate variabili: temperatura, circolazione dell'umidità nella cantina, condizione dei barili ed estensione della superficie del legno che sta a contatto con il rum. Il calcolo di questo periodo di tempo permette di stabilire il Point of Diminishing Returns (PDR), ovvero quel punto dopo il quale l'evaporazione porta ad una perdita di profitto. Il PDR è un'importante scelta commerciale ed è un punto che non viene mai raggiunto dai produttori. Un premium, super premium o ultra premium, è il frutto di un incontro tra i margini di guadagno imposti dall'azienda e l'abilità del mastro di cantina che mantenendo i limiti imposti cerca di ottenere il miglior prodotto. È difficile poter definire l'età di un premium poiché è creato dalla mescolanza di più rum provenienti da distillerie diverse che sorgono in luoghi diversi, con la scelta personale di lieviti per la fermentazione dei mosti, che utilizzano alambicchi continui, discontinui (o entrambi) e che usano botti diverse a seconda se usate solo una volta o molto impregnate. Stile del rum  Vengono identificate, all'interno del vasto panorama della produzione, tipologie di rum che sono riconducibili alle lavorazioni tradizionali utilizzate nelle varie aree dei Caraibi. • Stile cubano e portoricano: viene usata come materia prima la melassa, distillata in alambicco continuo. Si ha un distillato leggero e raffinato. • Stile giamaicano: viene usata come materia prima la melassa, distillata in alambicco discontinuo. Si ha un distillato scuro e forte. • Stile francese: viene usato come materia prima il succo di canna da zucchero, distillato in colonna continua. Si ha un distillato con sentori fruttati e floreali. • Stile Trinidad: viene usata come materia prima la melassa, distillata in alambicco continuo. Si ha un distillato con sentori di legno forte. Degustazione La maturazione del rum, detta anche tempo del rum, è scandita da frequenti degustazioni indispensabili per i maestri di cantina per tenere sotto controllo la maturazione e l'evoluzione del distillato nei barili. Sono assaggi tecnici, che danno informazioni sugli eventuali interventi correttivi necessari per migliorare il rum, per far sì che rispetti gli standard imposti dai disciplinari di produzione. L'ora che viene ritenuta ideale per la degustazione professionale è le dieci del mattino, poiché i sensi sono rilassati, l'attenzione è viva e la luce naturale aiuta a percepire i colori. I bicchieri devono essere allineati e rivolti verso l'alto, mentre le bottiglie devono essere al riparo dalla luce diretta. È indispensabile che il degustatore sia estremamente rilassato e concentrato. Gli indizi che suscitano il “mi piace” oppure il “non mi piace” vengono affidati alla percezione immediata, oppure possono essere guidati da poche e semplici regole, che portano alla ricerca dei tipici descrittori del rum. Il rum, ha una gradazione alcolica che si aggira circa attorno al 40% vol. come la maggior parte dei distillati. La volumetria è abbastanza alta e non è l'ideale per il gusto e l'olfatto poiché l'alcool tende a bruciare le papille gustative e la mucosa olfattiva, anestetizzando e rendendo impossibile riconoscere i sentori che arricchiscono l'acquavite. Quando viene degustato, questo viene diluito con acqua pura a pari volume, così da poter cogliere i profumi e i sapori. Assaggiando in purezza però, lasciando che il rum scorra contro le guance e sul palato, si scopre la consistenza, detta anche texture, che solitamente è grassa e burrosa. Si devono seguire delle regole, così da abituare i sensi con cautela e con criterio, ma soprattutto lentamente. 1. In uno snifter (bicchiere da degustazione a forma di tulipano), oppure in un tumbler basso, si versano 2 cl di rum e si lascia respirare per qualche minuto. 2. Alzando il bicchiere, si osserva il colore e la densità del liquido. Si confrontano due rum invecchiati, solitamente uno industriale e un agricole e si appoggiano i bicchieri su uno sfondo bianco. Gli agricole tenderanno ad accendersi di color oro, mentre gli industriali avranno un velo grigio che tenderà a smorzare la luce. 3. Si avvicina il bicchiere al naso, con inspirazioni brevi, così da evitare l'anestesia iniziale che provoca l'alcool, cercando di individuare i primi sentori. Il bicchiere va avvicinato e allontanato più volte, così da permettere alle narici di percepire gli odori, poiché non sempre li percepiscono in sincronia. La testa va piegata un po' a destra e un po' a sinistra. 4. Con una mano si tappa il bicchiere, tenuto stretto nel palmo dell'altra, così da trasmettere il tepore del corpo al distillato. 5. Si avvicina il bicchiere al naso e si alza la mano appena, inspirando così da percepire i profumi. Viene fatta una piccola pausa, nella quale si scambiano i pareri con gli altri assaggiatori. Una volta aggiunti 2 cl di acqua si continua ad odorare, con calma e a lungo. Tramite il descrittore si prende subito nota delle impressioni, che tendono a succedersi velocemente. 6. Successivamente si procede all'assaggio, sorseggiando il distillato diluito. Il fatto che questo sia stato diluito preserva le papille e permette loro di cogliere i gusti dolci, salati, acidi e amari, permettendo anche di avvertire con il retro-olfatto i flavour del rum. 7. Infine si deglutisce, stando attenti alle sfumature che corrono durante la prima espirazione, tramite la via retro-nasale, e alle persistenze e agli aromi che invadono il palato.
Mercoledì, 19 Agosto 2015 11:21

Frutti Tropicali

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La straordinaria biodiversità della natura brasiliana si riflette nella grande varietà di frutta della più grande nazione del Sud America. Sono diventati una presenza sempre più costante nel banco del supermercato, mentre un tempo venivano consumati soltanto nelle occasioni speciali: si tratta dei frutti esotici, frutti provenienti dalle zone tropicali del mondo, dove si producono delizie dai colori e dalle forme bizzarri e particolari. I cosiddetti Frutti esotici sono piante originarie della fascia tropicale o sub tropicale del pianeta, i cui frutti vengono utilizzati per il consumo umano freschi o più o meno lavorati e esportati in tutto il mondo. Alcuni frutti tropicali sono presenti sulle tavole italiane da molto tempo, altri sono una novità più o meno recente. In certi casi i frutti tropicali possono essere coltivati nel nostro Paese, anche se forse più per il consumo personale che su larga scala per la commercializzazione. Coprire velocemente le immense distanze che separano le regioni di produzione da quelle di consumo è impossibile e così la frutta viene trasformata in polpa nelle zone di coltivazione poco dopo il raccolto, congelata rapidamente e quindi distribuita. La trasformazione in polpa è un processo di lavorazione semplice, ma rigoroso, in cui tutte le proprietà della frutta rimangono pressoché immutate, grazie al rapido processo di congelamento della polpa, senza aggiunta di conservanti, additivi o coloranti. Tra i frutti tropicali più comuni, presenti ormai diffusamente anche nel nostro paese: L'avocado è la bacca prodotta dalla Persea americana, piccolo albero originario dell'America centrale. Gli alberi sempreverdi producono numerosi frutti a forma di pera, a seconda della varietà della pianta questi frutti possono avere buccia verde, marrone, o anche viola, liscia o ricoperta da rughe e bitorzoli. La maturità del frutto si sente quando la polpa è leggermente cedevole. Si mangia crudo, a pezzetti o frullato; in genere è un frutto che si consuma con aggiunta di sale, come base di salse quali il guacamole, o in insalata. La polpa, di colore verdino o giallognolo, è cremosa e contiene molto olio. Il mango è il frutto della mangifera indica, albero sempreverde originario dell'Asia, ormai coltivato anche in Africa e sud America. Il frutto somiglia ad una enorme oliva; esistono decine di varietà di mango, quindi ci sono frutti di vario colore e dimensione; generalmente quelli venduti in Europa sono della dimensione di una mela, e di colore vario, dal verde al giallo, dall'arancione al rosso, fino anche al porpora. Questo frutto si consuma crudo, o anche in marmellate o composte. Nella cucina indiana viene utilizzato anche nella versione salata, mescolato a piatti di carne speziati. La papaya è il frutto di una pianta chiamata Carica papaya; queste piante si sviluppano in natura in America centrale e meridionale, dove producono grandi frutti, fino a 6-7 kg di peso. Ha polpa soda e profumata, ch contiene un particolare enzima, la papaina; questo enzima ha la capacità di ammorbidire le carni, e infatti spesso la linfa della pianta, il succo del frutto o anche pezzetti del frutto venivano tradizionalmente utilizzati dalle popolazioni centro americane per questo scopo. Le papaye si consumano quando sono di un bel colore giallo dorato, e vengono mangiate crude, o in marmellata, dopo aver levato la buccia e gli innumerevoli semi contenuti al centro del frutto. Le papaye verdi vengono utilizzate cotte, spesso in piatti salati. I semi di papaya sono commestibili ed hanno un sapore intenso e speziato; disseccati ed abbrustoliti possono venire utilizzati come pepe. Il maracuja è il frutto di alcune varietà di passiflora, viene anche chiamato infatti frutto della passione; ne esistono due varietà, una gialla, delle dimensioni di una piccola arancia, e una viola, delle dimensioni di un mandarino. Sono piante di origine sud Americana, ormai diffuse da secoli in coltivazione anche in Asia, Nuova Zelanda e in gran parte delle zone tropicali del mondo, dove talvolta sono divenute delle piante infestanti. Il frutto della passione si consuma quando la buccia comincia a perdere di turgore e la polpa diviene morbida. A questo punto si incide con il coltello la buccia sottile e con un cucchiaio si estraggono semi e polpa, che si consumano assieme. Il sapore è decisamente molto aromatico. Viene utilizzato crudo, ma può essere usato anche per produrre marmellate, succhi di frutta, gelatine, gelati, creme. Feijoa è un grosso frutto dell'Acca sellowiana, simili a grosse prugne verdi. Pianta originaria dell'America centro-meridionale, questa pianta si coltiva anche in Europa, in Asia e in Africa. I frutti hanno una scorza dura e resistente, che si incide con il coltello per dividere il frutto a metà; all'interno la polpa è gialla, profumata, leggermente dolce, aromatica, si consuma cruda. Guava è un frutto dello Psidium guajava, originario dell'America meridionale, molto coltivato anche in Asia. I frutti di guava sono simili a delle mele cotogne, e sono maturi quando raggiungono la colorazione gialla ed una consistenza abbastanza cedevole al tatto, ma non eccessivamente. Generalmente si mangiano crudi, ma vengono utilizzati anche per produrre confetture, creme, gelatine. La pitaya è il frutto di un cactus, detto hilocereus undatus, originario dell'America meridionale, coltivato per produrre frutti anche in Asia; il frutto è simile ad una pera morbida, di colore giallo o rosato, appena colto è ricoperto da numerose spine, che in genere non sono presenti sui frutti diffusi sul mercato, come avviene per i fichi d'India. Il frutto si consuma tagliandolo a metà e consumando la polpa morbida con un cucchiaio; i frutti di pitaya sono pieni di piccoli semi scuri, immersi in una polpa gelatinosa bianca, dal sapore delicato e profumato. Questo frutto si consuma generalmente crudo, fresco, ma può essere utilizzato anche per succhi, creme, gelatine.
Mercoledì, 29 Luglio 2015 11:06

Il Sigaro Cubano

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Il sigaro cubano è detto puro. Gli avana sono detti anche puros perché tutte le foglie provengono dallo stesso paese, Cuba. Gli avana apprezzati nel mondo sono tutti long filler, ovvero realizzati impiegando foglie di tabacco intere, e non trinciati. Il sigaro viene generalmente prodotto assemblando diverse qualità di foglie nei tre principali costituenti: fascia (in spagnolo capa), sottofascia (in spagnolo capote) e ripieno (in spagnolo tripa).La capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo. Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità, non hanno invece grande importanza nel 'sapore' del sigaro (intorno al 10%). Il capote è la cosiddetta sottofascia del sigaro, composta da foglie di seconda scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa della fascia. La tripa è il ripieno del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto più sottili di quelle usate per la capa. Inoltre vengono raccolte da una varietà di tabacco diversa, detta criollo. Le foglie terminali della pianta, più potenti e ricche di nicotina, sono dette ligero, quelle intermedie, dette seco, sono quelle più aromatiche, mentre le foglie più vicine a terra, dette volado, non hanno proprietà organolettiche particolari ma hanno un'ottima combustibilità. Il mix di queste tre tipologie di foglie del ripieno, detto ligada, conferisce a ciascun sigaro caratteristiche organolettiche tipiche e note a tutti gli amatori. Ad esempio i sigari Partagas sono noti per essere più forti (per cui avranno in proporzione più foglie di ligero e meno di seco e volado). Discorso opposto invece ad esempio per Romeo y Julieta che produce sigari tendenzialmente più dolci. Tutto ciò viene chiamato "tipicità" della marca. Prima della rivoluzione di Fidel Castro, essendo le marche di diversi proprietari, ciò era la regola. Oggi che invece è lo Stato a possedere tutte le marche, la raccolta e la scelta dei tabacchi viene effettuata di norma dalle stesse persone per le diverse marche. Storia Cuba non è ovviamente l'unico produttore di sigari nel mondo, anche se ritenuta quasi all'unanimità il produttore dei migliori sigari del mondo per qualità. Le prime piantagioni cubane furono organizzate nella regione presso la cittadina di Santa Clara, nell'area chiamata Vuelta Arriba e, successivamente, in quella presso Pinar del Rio, chiamata Vuelta Abajo. Oggi tutto il tabacco di migliore qualità e diretto alla produzione dei sigari premium, ovverosia realizzati totalmente a mano e con foglie intere, proviene da questa zona. Si tratta di un'area relativamente piccola (di circa 32.000 ettari), situata all'estremo ovest dell'isola (provincia di Pinar del Rio) che, grazie le sue particolarità meteorologiche nonché per il suo unico terroir, permette la produzione del miglior tabacco del mondo. Comunque c'è da rilevare che negli ultimi anni è nettamente cresciuta la concorrenza qualitativa e quantitativa di altre regioni del mondo, in grado di produrre sigari abbastanza apprezzati, meno costosi (salve eccezioni) e di fattura anche superiore: prime fra tutte la Repubblica Dominicana e il Nicaragua, ma anche l'Honduras. Un gradino nettamente sotto l'Ecuador, il Brasile, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Messico, l'Indonesia (Sumatra e Giava), gli Stati Uniti (Florida e Connecticut) e l'Italia col suo sigaro toscano. Le prime marche produttrici apparvero a Cuba intorno ai primi decenni del 1800. Il loro successo fu alterno, anche a causa delle diverse sorti del prodotto nel paese che è sempre stato, fino alla rivoluzione cubana e all'embargo, il primo consumatore di avana: gli USA. Fu proprio l'azione statunitense - che si avvaleva dei forti dazi imposti da Washington D.C. - a creare la prima grave crisi all'industria tabacchiera cubana e portando al fallimento di numerose imprese, all'emigrazione di vari imprenditori verso la Florida per sfuggire ai dazi-capestro e altri paesi dell'area caraibica e centro-americana e all'acquisizione sottocosto di imprese cubane dismesse da parte statunitense. Questo portò a un fenomeno di concentrazione delle marche all'interno di alcune società che accadde agli inizi del Novecento, fino appunto alla rivoluzione di Fidel Castro ed all'acquisizione, da parte dello stato, delle principali aziende cubane comprese ovviamente quelle produttrici di puros. Con l'avvento del regime castrista vennero nazionalizzate le imprese di tabacco e gli Stati Uniti decretarono l'embargo sui beni prodotti a Cuba. Delle 39 fabbriche di sigari ne sopravvissero assai poche e il governo castrista - malgrado l'opposizione di Ernesto Che Guevara - decise che a Cuba si dovessero confezionare solo 4 moduli di sigari. Pochi anni dopo, di fronte al deludente risultato economico provocato (l'industria tabacchiera era la seconda fonte di introiti per Cuba, dopo lo zucchero da canna) Fidel tornò in parte sui suoi passi, affidando al grande esperto ucraino-svizzero Zino Davidoff l'incarico di rivitalizzare un'industria ormai chiaramente allo sbando. Questi recuperò quindi numerosi marchi storici, assicurandosi che il tabacco e la sua lavorazione riconquistassero quell'incontestabile primato qualitativo degli anni precedenti la rivoluzione di Castro. Dopo il forzato ritiro di Davidoff, agente unico autorizzato alla vendita ufficiale dei Habanos (totalmente fatti a Cuba, a mano o a macchina) è la società spagnola Habanos cui si riferiscono le varie sedi note come La Casa del Habano. Gli Avana oggi Si discute fra gli esperti e gli appassionati se i sigari cubani attuali siano allo stesso livello di incontrastata eccellenza del periodo pre-castrista o se per altre ragioni (nazionalizzazione e/o problemi di coltivazione a causa delle infestazioni di parassiti) non siano peggiorate. Certamente c'è stato un peggioramento verso la fine degli anni '90, dettato dalla decisione di aumentare in modo brusco la produzione: in questa fase si è utilizzato del tabacco di qualità inferiore e una manodopera non preparata. A fronte di questi problemi e del rischio di rovinare una delle più fiorenti industrie, sono state ridimensionate le quantità prodotte e aumentato il controllo qualitativo. Tuttavia oggi la fase è stata certamente superata ed il mercato degli avana va a gonfie vele in tutto il mondo. Da segnalare il successo che hanno avuto le edizioni limitate, ovvero tre sigari particolari prodotti da Habanos ogni anno, nonché la loro notevole qualità. Sigari caraibici Prima della nazionalizzazione castrista i sigari prodotti sul modello cubano in altri paesi dei Caraibi erano assai poco diffusi, e considerati generalmente prodotti di bassissima qualità. In seguito alla nazionalizzazione dell'industria dei sigari molti cubani sono emigrati in altri Stati dei Caraibi per fondare nuove aziende e le aziende già esistenti hanno assunto lavoratori ed esperti cubani fuoriusciti dal paese. Grazie a questa politica queste aziende hanno guadagnato credibilità e prestigio, soprattutto negli USA (dove l'importazione dei cubani è severamente vietata), arrivando attualmente a minacciare la supremazia dei cubani veri e propri. Le fabbriche dei sigari All'origine, ogni singola marca produceva in proprio ogni proprio prodotto. Col passare del tempo, come già detto, il mercato ha fatto sì che la gran parte dei brand si concentrassero nelle mani di tre-quattro grossi gruppi (sostanzialmente Partagàs, Romeo y Julieta e Montecristo-H. Upmann). Con la rivoluzione cubana e la nazionalizzazione di tutte le marche il governo cubano ha ulteriormente accentuato questa tendenza tanto che oggi possiamo ritenere che quattro fabbriche (tutte situate tra l'altro a L'Avana, producano il 90-95% degli avana: - Fabbrica Francisco Perez German, situata in pieno centro, che produce da sempre i Partagàs ed attualmente anche le marche Bolivar, Ramon Allones e La Gloria Cubana; - Fabbrica La Corona, che produce da sempre Montecristo ed H. Upmann ed attualmente anche Diplomaticos, Hoyo de Monterrey, Punch, Vegas Robaina, Por Larrañaga eSan Cristobal de la Habana; - Fabbrica Briones Montoto, che produce da sempre Romeo y Julieta ed attualmente anche Cuaba, Juán Lopez, Sancho Panza e El Rey del Mundo - Fabbrica El Laguito, situata alla periferia de L'Avana nel quartiere Vedado, che produce da sempre Cohiba e Trinidad. Gli Avana in Italia In Italia il mercato è cresciuto moltissimo da quando è nata Diadema, la società che distribuisce gli avana. Complessivamente esistono in Italia: - 2 Casa del Habano (Milano e Roma) 147 Tabaccherie specializzate in avana oltre 200 tabaccherie con habanos point Da sottolineare la nascita di svariati club del sigaro in tutta Italia, molti dei quali riuniti nella Cigar Club Association. Marche principali In ordine alfabetico le principali marche di sigari cubani, che prima erano tutte di diversi proprietari, salvo eccezioni, mentre ora sono della società Habanos, al 51% statale e al 49% di Altadis, multinazionale del tabacco franco-spagnola: Bolivar Cohiba Cuaba H. Upmann Hoyo de Monterrey Juán Lopez Montecristo Partagàs Punch Ramon Allones Romeo y Julieta Saint Luis Rey San Cristobal de la Habana Trinidad Vegas Robaina Cohiba è una delle marche di sigari cubani più recente, ed è la prima nata sotto il Governo di Fidel Castro. A causa della sua fama, questa marca è tra le più contraffatte in assoluto, e non è raro trovare scatole false di Robustos o Esplendidos in vendita a Cuba, su Internet o presso rivenditori poco seri. Cohiba, il cui nome risale alla antica denominazione data dagli indiani Taíno alla piante di tabacco, inizia la commercializzazione di sigari nel 1967 ma la sua produzione, situata nella fabbrica El Laguito sita alla periferia dell'Avana, è scarsa perché produce sigari destinati, per volere di Fidel Castro, ad essere regalati a capi di Stato e diplomatici stranieri. La vera svolta avviene nel 1982 quando la marca viene lanciata nel mercato spagnolo (il numero uno dopo l'embargo degli USA). Col passare del tempo, la produzione di Cohiba è nettamente aumentata tanto che oggi esistono ben 11 tipi di sigari in commercio (oltre alle numerose edizioni limitate). "Cohiba" è anche il titolo di una famosa canzone di Daniele Silvestri, dedicata ad Ernesto Che Guevara, contenuta nell'album Il dado.
Mercoledì, 10 Giugno 2015 08:38

Piña Colada

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La Piña Colada è un dolce cocktail a base di rum , crema di cocco e succo d'ananas, solitamente servito sia mescolato o shakerato con ghiaccio. Può essere guarnito con ananas, ciliegia maraschino, o entrambi. La Piña Colada è stata la bevanda nazionale di Porto Rico dal 1978. Il nome piña colada significa letteralmente "ananas pressata", un riferimento al succo di ananas fresco pressato utilizzato nella preparazione della bevanda. Esistono diverse versioni circa l'origine di questa bevanda. Alcune testimonianze parlano di "bevande a base di ananas e rum", ma senza il latte di cocco, già dagli anni venti. Un'altra versione riconosce il Piña Colada come bevanda tipica di Porto Rico, paese dove si dice sia stato creato per la prima volta nel 1963 da Don Ramon Portas Mingot, che tentando di ideare un cocktail originale a base di frutta, preparò il primo Piña Colada. Nella Vecchia San Juan c'è una targhetta commemorativa in marmo per ricordare questo evento. È probabile quindi che in buona parte dei Caraibi, già dagli anni cinquanta, si fosse a conoscenza di questo tipo di bevanda, chiamata semplicemente "ananas colata", ma fu nel 1963 che essa venne ufficializzata col nome di Piña Colada e assunta come bevanda nazionale portoricana. La Piña Colada ha molti punti in comune con un altro cocktail: lo Swimming Pool, che in alcune varianti si avvicina quasi del tutto alla bevanda portoricana. La Piña colada è un long drink dolce, aromatico, dissetante e molto gustoso. La piña colada è un cocktail estivo e versatile, adatto a mille occasioni, dalla cena in terrazza con gli amici all’aperitivo fatto in casa dopo una giornata di mare. Preparazione: Per preparare la piña colada, per prima cosa tagliate l’ananas a metà e poi nel senso della lunghezza per ricavare il quarto che vi occorre. Operate poi un taglio per staccare il cuore legnoso dal quarto di ananas. Con un coltello affilato separate la polpa dell’ananas dalla buccia, poi tagliate la polpa a fette spesse. Trasferite la polpa dell’ananas nel bicchiere del mixer, versate nel bicchiere il latte di cocco, quindi frullate tutto fino ad ottenere una crema consistente. Con un apposito misurino versate nella crema di ananas e cocco il rum bianco. Trasferite il cocktail nel bicchiere da servizio. Separate il ciuffo dalla fetta di ananas che avete utilizzato per il cocktail, e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza. Incidete la base del ciuffo in modo da poterlo collocare sul bordo del bicchiere come guarnizione. Aggiungete infine la ciliegina per completare la decorazione. Il vostro cocktail piña colada è pronto per essere degustato!
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