Il sigaro cubano è detto puro. Gli avana sono detti anche puros perché tutte le foglie provengono dallo stesso paese, Cuba. Gli avana apprezzati nel mondo sono tutti long filler, ovvero realizzati impiegando foglie di tabacco intere, e non trinciati. Il sigaro viene generalmente prodotto assemblando diverse qualità di foglie nei tre principali costituenti: fascia (in spagnolo capa), sottofascia (in spagnolo capote) e ripieno (in spagnolo tripa).La capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo. Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità, non hanno invece grande importanza nel 'sapore' del sigaro (intorno al 10%). Il capote è la cosiddetta sottofascia del sigaro, composta da foglie di seconda scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa della fascia. La tripa è il ripieno del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto più sottili di quelle usate per la capa. Inoltre vengono raccolte da una varietà di tabacco diversa, detta criollo. Le foglie terminali della pianta, più potenti e ricche di nicotina, sono dette ligero, quelle intermedie, dette seco, sono quelle più aromatiche, mentre le foglie più vicine a terra, dette volado, non hanno proprietà organolettiche particolari ma hanno un'ottima combustibilità. Il mix di queste tre tipologie di foglie del ripieno, detto ligada, conferisce a ciascun sigaro caratteristiche organolettiche tipiche e note a tutti gli amatori. Ad esempio i sigari Partagas sono noti per essere più forti (per cui avranno in proporzione più foglie di ligero e meno di seco e volado). Discorso opposto invece ad esempio per Romeo y Julieta che produce sigari tendenzialmente più dolci. Tutto ciò viene chiamato "tipicità" della marca. Prima della rivoluzione di Fidel Castro, essendo le marche di diversi proprietari, ciò era la regola. Oggi che invece è lo Stato a possedere tutte le marche, la raccolta e la scelta dei tabacchi viene effettuata di norma dalle stesse persone per le diverse marche. Storia Cuba non è ovviamente l'unico produttore di sigari nel mondo, anche se ritenuta quasi all'unanimità il produttore dei migliori sigari del mondo per qualità. Le prime piantagioni cubane furono organizzate nella regione presso la cittadina di Santa Clara, nell'area chiamata Vuelta Arriba e, successivamente, in quella presso Pinar del Rio, chiamata Vuelta Abajo. Oggi tutto il tabacco di migliore qualità e diretto alla produzione dei sigari premium, ovverosia realizzati totalmente a mano e con foglie intere, proviene da questa zona. Si tratta di un'area relativamente piccola (di circa 32.000 ettari), situata all'estremo ovest dell'isola (provincia di Pinar del Rio) che, grazie le sue particolarità meteorologiche nonché per il suo unico terroir, permette la produzione del miglior tabacco del mondo. Comunque c'è da rilevare che negli ultimi anni è nettamente cresciuta la concorrenza qualitativa e quantitativa di altre regioni del mondo, in grado di produrre sigari abbastanza apprezzati, meno costosi (salve eccezioni) e di fattura anche superiore: prime fra tutte la Repubblica Dominicana e il Nicaragua, ma anche l'Honduras. Un gradino nettamente sotto l'Ecuador, il Brasile, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Messico, l'Indonesia (Sumatra e Giava), gli Stati Uniti (Florida e Connecticut) e l'Italia col suo sigaro toscano. Le prime marche produttrici apparvero a Cuba intorno ai primi decenni del 1800. Il loro successo fu alterno, anche a causa delle diverse sorti del prodotto nel paese che è sempre stato, fino alla rivoluzione cubana e all'embargo, il primo consumatore di avana: gli USA. Fu proprio l'azione statunitense - che si avvaleva dei forti dazi imposti da Washington D.C. - a creare la prima grave crisi all'industria tabacchiera cubana e portando al fallimento di numerose imprese, all'emigrazione di vari imprenditori verso la Florida per sfuggire ai dazi-capestro e altri paesi dell'area caraibica e centro-americana e all'acquisizione sottocosto di imprese cubane dismesse da parte statunitense. Questo portò a un fenomeno di concentrazione delle marche all'interno di alcune società che accadde agli inizi del Novecento, fino appunto alla rivoluzione di Fidel Castro ed all'acquisizione, da parte dello stato, delle principali aziende cubane comprese ovviamente quelle produttrici di puros. Con l'avvento del regime castrista vennero nazionalizzate le imprese di tabacco e gli Stati Uniti decretarono l'embargo sui beni prodotti a Cuba. Delle 39 fabbriche di sigari ne sopravvissero assai poche e il governo castrista - malgrado l'opposizione di Ernesto Che Guevara - decise che a Cuba si dovessero confezionare solo 4 moduli di sigari. Pochi anni dopo, di fronte al deludente risultato economico provocato (l'industria tabacchiera era la seconda fonte di introiti per Cuba, dopo lo zucchero da canna) Fidel tornò in parte sui suoi passi, affidando al grande esperto ucraino-svizzero Zino Davidoff l'incarico di rivitalizzare un'industria ormai chiaramente allo sbando. Questi recuperò quindi numerosi marchi storici, assicurandosi che il tabacco e la sua lavorazione riconquistassero quell'incontestabile primato qualitativo degli anni precedenti la rivoluzione di Castro. Dopo il forzato ritiro di Davidoff, agente unico autorizzato alla vendita ufficiale dei Habanos (totalmente fatti a Cuba, a mano o a macchina) è la società spagnola Habanos cui si riferiscono le varie sedi note come La Casa del Habano. Gli Avana oggi Si discute fra gli esperti e gli appassionati se i sigari cubani attuali siano allo stesso livello di incontrastata eccellenza del periodo pre-castrista o se per altre ragioni (nazionalizzazione e/o problemi di coltivazione a causa delle infestazioni di parassiti) non siano peggiorate. Certamente c'è stato un peggioramento verso la fine degli anni '90, dettato dalla decisione di aumentare in modo brusco la produzione: in questa fase si è utilizzato del tabacco di qualità inferiore e una manodopera non preparata. A fronte di questi problemi e del rischio di rovinare una delle più fiorenti industrie, sono state ridimensionate le quantità prodotte e aumentato il controllo qualitativo. Tuttavia oggi la fase è stata certamente superata ed il mercato degli avana va a gonfie vele in tutto il mondo. Da segnalare il successo che hanno avuto le edizioni limitate, ovvero tre sigari particolari prodotti da Habanos ogni anno, nonché la loro notevole qualità. Sigari caraibici Prima della nazionalizzazione castrista i sigari prodotti sul modello cubano in altri paesi dei Caraibi erano assai poco diffusi, e considerati generalmente prodotti di bassissima qualità. In seguito alla nazionalizzazione dell'industria dei sigari molti cubani sono emigrati in altri Stati dei Caraibi per fondare nuove aziende e le aziende già esistenti hanno assunto lavoratori ed esperti cubani fuoriusciti dal paese. Grazie a questa politica queste aziende hanno guadagnato credibilità e prestigio, soprattutto negli USA (dove l'importazione dei cubani è severamente vietata), arrivando attualmente a minacciare la supremazia dei cubani veri e propri. Le fabbriche dei sigari All'origine, ogni singola marca produceva in proprio ogni proprio prodotto. Col passare del tempo, come già detto, il mercato ha fatto sì che la gran parte dei brand si concentrassero nelle mani di tre-quattro grossi gruppi (sostanzialmente Partagàs, Romeo y Julieta e Montecristo-H. Upmann). Con la rivoluzione cubana e la nazionalizzazione di tutte le marche il governo cubano ha ulteriormente accentuato questa tendenza tanto che oggi possiamo ritenere che quattro fabbriche (tutte situate tra l'altro a L'Avana, producano il 90-95% degli avana: - Fabbrica Francisco Perez German, situata in pieno centro, che produce da sempre i Partagàs ed attualmente anche le marche Bolivar, Ramon Allones e La Gloria Cubana; - Fabbrica La Corona, che produce da sempre Montecristo ed H. Upmann ed attualmente anche Diplomaticos, Hoyo de Monterrey, Punch, Vegas Robaina, Por Larrañaga eSan Cristobal de la Habana; - Fabbrica Briones Montoto, che produce da sempre Romeo y Julieta ed attualmente anche Cuaba, Juán Lopez, Sancho Panza e El Rey del Mundo - Fabbrica El Laguito, situata alla periferia de L'Avana nel quartiere Vedado, che produce da sempre Cohiba e Trinidad. Gli Avana in Italia In Italia il mercato è cresciuto moltissimo da quando è nata Diadema, la società che distribuisce gli avana. Complessivamente esistono in Italia: - 2 Casa del Habano (Milano e Roma) 147 Tabaccherie specializzate in avana oltre 200 tabaccherie con habanos point Da sottolineare la nascita di svariati club del sigaro in tutta Italia, molti dei quali riuniti nella Cigar Club Association. Marche principali In ordine alfabetico le principali marche di sigari cubani, che prima erano tutte di diversi proprietari, salvo eccezioni, mentre ora sono della società Habanos, al 51% statale e al 49% di Altadis, multinazionale del tabacco franco-spagnola: Bolivar Cohiba Cuaba H. Upmann Hoyo de Monterrey Juán Lopez Montecristo Partagàs Punch Ramon Allones Romeo y Julieta Saint Luis Rey San Cristobal de la Habana Trinidad Vegas Robaina Cohiba è una delle marche di sigari cubani più recente, ed è la prima nata sotto il Governo di Fidel Castro. A causa della sua fama, questa marca è tra le più contraffatte in assoluto, e non è raro trovare scatole false di Robustos o Esplendidos in vendita a Cuba, su Internet o presso rivenditori poco seri. Cohiba, il cui nome risale alla antica denominazione data dagli indiani Taíno alla piante di tabacco, inizia la commercializzazione di sigari nel 1967 ma la sua produzione, situata nella fabbrica El Laguito sita alla periferia dell'Avana, è scarsa perché produce sigari destinati, per volere di Fidel Castro, ad essere regalati a capi di Stato e diplomatici stranieri. La vera svolta avviene nel 1982 quando la marca viene lanciata nel mercato spagnolo (il numero uno dopo l'embargo degli USA). Col passare del tempo, la produzione di Cohiba è nettamente aumentata tanto che oggi esistono ben 11 tipi di sigari in commercio (oltre alle numerose edizioni limitate). "Cohiba" è anche il titolo di una famosa canzone di Daniele Silvestri, dedicata ad Ernesto Che Guevara, contenuta nell'album Il dado.