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Sabato, 17 Gennaio 2015 23:43

La Historia de la Seleção Brasileira de Futebol

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La Nazionale di calcio del Brasile, la Seleção Brasileira de Futebol, conosciuta in Italia come la “verdeoro”, è la Nazionale di calcio più titolata del mondo, avendo vinto 5 volte i Campionati mondiali di calcio nel 1958, nel 1962, nel 1970, nel 1994 e nel 2002.  Per le 5 vittorie il Brasile deve il soprannome di Pentacampeão (Pentacampione). La Nazionale di calcio brasiliana è l'unica al mondo ad aver partecipato a tutte le 19 edizioni del Campionato mondiale di calcio dal 1930 ad oggi.  Insieme alla Spagna, è la sola Nazionale ad aver vinto almeno un Mondiale al di fuori del proprio continente e curiosamente sono ad oggi, le uniche due a non averlo vinto in casa.  Il Brasile ha trionfato, infatti, in Europa (Svezia 1958), in Nordamerica (Messico 1970 e USA 1994) e in Asia (Giappone e Corea del Sud 2002) e nell'edizione casalinga del 1950 ha preso l'argento.  Vinse anche in Sudamerica, ma fuori dai confini nazionali, il Mondiale di Cile 1962. La storia della Seleção Brasileira de Futebol Da passatempo dell’élite bianca a mezzo di riscatto dei poveri, per lo più neri. Sono gli inglesi a portare il gioco nel Paese, insieme ai colleghi marinai olandesi e francesi.  Le prime partite si organizzano sulla spiaggia e la prima in assoluto della quale si abbia notizia è datata 1874, a Rio de Janeiro. Il padre della patria calcistica brasiliana ha un nome, quello di Charles Miller, paulista.  Da Southampton porta con sé due palloni, ma soprattutto le regole del gioco.  Fonda il São Paulo Athletic Club e contribuisce alla nascita della Liga Paulista. In questi primi anni il calcio è uno sport per bianchi e soprattutto per ricchi. Sarà così fino agli anni Venti, dopo che la nazionale avrà fatto il suo debutto vincendo la Coppa Roca nel 1914 contro l’Argentina e dopo che, nel 1916, sarà nata la Confederação Brasileira de desportos, madre della C.B.F. attuale. A infrangere il tabù, rischiando sanzioni, è il Vasco da Gama, club di Rio fondato da immigrati portoghesi che nel 1923, al debutto nella massima divisione, vince il torneo con una squadra composta da bianchi, neri e mulatti. Il Brasile ai Mondiali fino al 1954 Le prime apparizioni ai Mondiali, tuttavia, non ebbero successo, in parte a causa delle lotte interne al calcio brasiliano circa il professionismo, che resero la confederazione calcio brasiliana incapace di schierare squadre con i migliori giocatori.  Nel 1930 e nel 1934 il Brasile venne eliminato al primo turno, ma nel 1938 conquistò un importante terzo posto, con Leonidas capocannoniere, con 7 reti. Durante i mondiali del 1938 il Brasile incontrò l'Italia nella semifinale, ma i sudamericani furono sconfitti 2-1 dagli italiani con conseguente eliminazione dal torneo. Il mondiale del 1950 in Brasile fu il primo mondiale a svolgersi dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’ incontro decisivo per l'assegnazione del titolo vide di fronte Brasile e Uruguay. La partita si disputò allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro, davanti a duecentomila spettatori. Al Brasile sarebbe bastato un pareggio per laurearsi campione, ma dopo essere passato in vantaggio per 1-0, non accontentandosi del gol di scarto, continuò ad attaccare e incassò così prima il pareggio di Schiaffino e poi il definitivo 2-1 di Ghiggia.  Questo incontro venne da allora chiamato il "Maracanazo" e in Brasile venne addirittura proclamato il lutto nazionale. Ai Mondiali del 1954, disputatisi in Svizzera, la nazionale brasiliana fu completamente rinnovata.  Però nonostante il fatto che in quella nazionale giocassero campioni come Nilton Santos, Djalma Santos, Julinho e Didi, il Brasile fu eliminata ai quarti di finale dalla favorita Ungheria che vinse per 4-2 una delle più violente partite della storia del calcio che sarebbe poi diventata famosa con il nome di Battaglia di Berna. Il brasile di Pelé (1958-1970) Nel 1958 il Brasile vinse il suo primo titolo mondiale battendo in finale i padroni di casa della Svezia per 5-2, diventando la prima nazionale a vincere un mondiale fuori dai confini continentali. In questa edizione del mondiale, si affacciò sulla scena del calcio internazionale Pelé, all'epoca appena diciassettenne e autore, proprio nella finale, di un gol ritenuto fra i più belli di sempre. Ancora un’altra vittoria per la nazionale Brasiliana, in Cile nel 1962. Garrincha fu il protagonista, in particolar modo dopo l'infortunio subito da Pelé che lo obbligò a saltare le partite dopo il secondo incontro. La terza Coppa del Mondo arrivò in Messico nel 1970 battendo l'Italia per 4-1 con la migliore squadra nazionale di tutti i tempi; Pelé, alla sua ultima finale mondiale, Carlos Alberto, Jairzinho, Tostão, Gérson e Rivelino. Il Brasile rallenta: 1974-1994 Ai mondiali del 1974 la nazionale verdeoro deve accontentarsi della finalina per il terzo e quarto posto dove sarà battuta dalla sorprendente Polonia per 1-0. L'edizione del 1978 fu decisamente controversa. Il Brasile infatti si contendeva con l’Argentina il primo posto nel girone che avrebbe garantito l’accesso alla finale.  L'Argentina aveva una differenza reti di +2, ma nella loro ultima partita del girone sconfissero il Perù per 6-0 qualificandosi per la finale.  Notevoli sospetti gravarono sul portiere peruviano Ramón Quiroga, di origini argentine, reo secondo alcune voci di avere lasciato segnare l'Argentina senza opporre la dovuta resistenza.  Il Brasile non poté quindi prendere parte alla finale nonostante fosse l’unica squadra imbattuta del torneo. Al Mondiale 1982 i verdeoro superarono agevolmente la prima fase a gironi, sconfiggendo in rimonta URSS (2-1) e Scozia (4-1) e travolgendo la Nuova Zelanda (4-0). Nel secondo turno furono inseriti in un girone di ferro con Argentina e Italia. Nella prima partita sconfissero per 3-1 i campioni del mondo in carica dell'Argentina.  Contro l'Italia, però, il Brasile uscì battuto, dopo una brillante partita giocata da entrambe le squadre. Paolo Rossi segnò una tripletta che affossò i favoriti brasiliani. Nell'edizione del 1986 i verdeoro negli ottavi liquidarono per 4-0 la Polonia andando così ad incontrare nei quarti la Francia. Qui la partita terminò sull'1-1 con goal prima di Careca e poi di Michel Platini e con il portiere francese, Bats, che parò un rigore a Zico. Ai rigori s'imposero i francesi per 4-3 e il Brasile venne così eliminato. Ai Mondiali 1990 il Brasile di Sebastião Lazaroni adottò un calcio volto più al contenimento che all'attacco, ma riuscì a superare il primo turno.  Agli ottavi di finale contro l'Argentina perse per 1-0.  Il Brasile passò nelle mani di Paulo Roberto Falcão, che lo guidò al secondo posto nella Copa América 1991 giocata in Cile.  Dopo aver superato con il secondo posto il girone a cinque squadre, i verdeoro si classificarono dietro l'Argentina nel girone finale. Fu quindi la volta di Carlos Alberto Parreira. Nel giugno 1993 il Brasile disputò la Copa América in Ecuador, dove fu eliminato ai quarti di finale ancora dall'Argentina. Ritorno ai vertici (1994-2002) Solo nel 1994, ventiquattro anni dopo la sua terza vittoria ai mondiali, il Brasile riuscì a vincere un altro titolo. In semifinale contro i brasiliani cadde la Svezia. Nella torrida finale di Pasadena, il 17 luglio, l'avversaria dei sudamericani fu l'Italia di Arrigo Sacchi. Al termine di una partita senza troppe emozioni terminata 0-0 dopo i tempi supplementari Brasile e Italia si contesero il titolo ai calci di rigore per la prima volta nella storia di questa competizione.  A spuntarla fu il Brasile dopo gli errori azzurri dal dischetto di Franco Baresi, Daniele Massaro e Roberto Baggio, il quale calciò la palla sopra la traversa. Il ruolo di CT fu assunto nuovamente da Mário Zagallo, ex bandiera della Nazionale ed ex commissario tecnico nel 1970. Nel 1997 il Brasile vinse la Confederations Cup e la Coppa America in Bolivia (fu questa la prima vittoria della competizione continentale fuori dai confini nazionali). I verdeoro arrivarono secondi al Mondiale 1998.  Persero clamorosamente per 3-0 la finale contro la Francia padrona di casa.  Le polemiche per il risultato molto negativo furono alimentate dal controverso utilizzo in finale della stella Ronaldo nonostante un serio problema di salute (convulsioni o, secondo voci che circolarono, una crisi di nervi) alla vigilia della finale.  Nel 2001 la panchina del Brasile passò a Luiz Felipe Scolari, detto Felipão. La formazione disegnata da Scolari coniugava il talento di Ronaldo, Rivaldo e del giovane astro Ronaldinho con la spinta sulle fasce di Cafu e Roberto Carlos e la concretezza di Kléberson (sostituto dell'infortunato Emerson e preferito ben presto a Juninho Paulista) e Gilberto Silva. Tra le riserve vi era anche il ventenne Kaká, poi affermatosi a grandi livelli nel Milan di Carlo Ancelotti. Malgrado non avesse impressionato durante la fase di qualificazione, in Asia questa squadra si aggiudicò il suo 5º titolo mondiale.  Giunto a disputare la sua terza finale consecutiva in un Mondiale, il Brasile affrontò la Germania per la prima volta nella storia del torneo e la sconfisse per 2-0 con doppietta di Ronaldo.  Dopo il successo mondiale del 2002, la Nazionale verdeoro scoprì astri nascenti come Adriano, Robinho, Maicon e Julio César (i quali, in periodi diversi, hanno giocato nel campionato italiano). Da Dunga a Scolari (2006- 2013-) L'ex mediano, campione mondiale nel 1994, Dunga, ha condotto la Nazionale ai successi in Copa América nel 2007 (nuovamente contro l'Argentina) e in Confederations Cup nel 2009 oltre alla medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino (2008). Malgrado l'incoraggiante striscia di successi, al campionato del mondo 2010 il Brasile non ha superato i quarti di finale perdendo 2-1 contro l'Olanda: il giorno stesso, Dunga viene esonerato per essere sostituito alcune settimane dopo da Mano Menezes. Dopo l'addio di Menezes, che lascia al termine delle Olimpiadi 2012, in panchina si ha il ritorno di due grandi nomi del passato: Scolari in carica di allenatore e Parreira in qualità di collaboratore. Il 30 giugno 2013 la Nazionale aggiunge al suo palmarès un'altra Confederations Cup, guidati dal nuovo talento Neymar. Il Brasile è la nazione ospitante gli attuali Mondiali di calcio, iniziati in questi giorni di Giugno 2014 (sessantaquattro anni dopo avere ospitato l'edizione del 1950), dopo la candidatura annunciata già dal 2003. Il Mondiale di calcio è una delle manifestazioni sportive più note e importanti al mondo insieme alle Olimpiadi.  I media internazionali si sono già lungamente occupati dell’entusiasmo degli appassionati di calcio da un lato, e dei notevoli disagi pubblici econtestazioni di una parte della popolazione dall’altro.    
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