Il tango è un genere musicale e un ballo; ma anche una poetica, un'interpretazione musicale, un modo di esprimersi e un linguaggio del corpo. Nato in Argentina e poi diffusosi in Uruguay come espressione popolare e artistica, deriva dall'incontro di musica, danza, testo e canzone. Non si conoscono le origini del nome che probabilmente derivano dal latino, tango è la prima persona dell'indicativo presente del verbo tangere (toccare) e vuol dire quindi "Io tocco". Uno degli strumenti caratteristici del tango è il bandoneón, uno strumento a mantice, seguono pianoforte, violino e contrabbasso, gli strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche.
In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires ed ebbe ripercussione nella vicina Montevideo e nella vicina città di Rosario fino ad arrivare a fare il giro del mondo. Tra i nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all'età d'oro, quella degli anni '30 e '40: Aníbal Troilo, Juan D'Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, Enrique Delfino, sono tutti figli di italiani. I grandi autori di tango della regione del Rio de la Plata, gli uruguayani Razzano, Canaro, Villasboas, Metallo e Donato Racciatti (musicisti nati in Italia e poi nazionalizzati) e gli argentini (Le Pera, nato in Brasile e poi nazionalizzati, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Espósito,Filiberto, Cobián, Enrique Domingo Cadícamo ed altri) la confermarono come musica nazionale argentina, anche se era già diventata tale nella periferia prima dell'accettazione della grande borghesia.
Il tango è un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo si intende il normale passo di una camminata. La posizione di ballo è un abbraccio frontale più o meno asimmetrico, a seconda dello stile, in cui l'uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell'uomo e la destra della donna. Poche regole semplici dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo guida, la donna segue. Fondamentalmente è l'uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica.
Il tango argentino è caratterizzato da tre ritmi musicali diversi ai quali corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: Il Tango, la Milonga e il Tango vals (Vals criollo). Musicalmente il Tango ha un tempo di 4/4 o 2/4, come la Milonga, mentre il Tango Vals, che deriva dal Valzer ha tempo 3/4. I ballerini di tango praticano differenti stili, facenti capo a grandi interpreti delle sue fasi storiche, o ai quartieri di Buenos Aires o cittadine nella sua vicinanza, dove si sono contraddistinti. Alcuni stili di ballo sono: Apilado, Milonguero, fantasia, salòn, show, Avellaneda, Villa Urquiza, nuevo.
Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e passionale. I ballerini spesso si appoggiano l'uno all'altro e l'asse individuale viene sostituito da un asse condiviso attorno al quale si muove la coppia. Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell'aristocrazia, è caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior rispetto per l'asse individuale, una ricerca per l'eleganza e la spettacolarità del movimento. Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini si esibiscono nello stile detto "Tango show" caratterizzato da figure coreografiche e passi di forte effetto spettacolare. Negli anni '60 e '70 si afferma il tango fantasia, che molto si distacca dal tango tradizionale. Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come Tango Nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico. Un movimento vero e proprio si è venuto a creare attorno alla ricerca costante di nuove forme di movimento nel Tango, in Europa e di ritorno nella stessa Argentina.
In tutto il mondo si assiste ad una diffusione del tango capillare, in costante crescita dal 2000; segno di questo è il proliferare delle milonghe, cioè i luoghi dove si balla e si "vive" il tango e la nascita di compagnie che rappresentano il Tango sul palcoscenico e di orchestre. Festival ed eventi di tango sono ormai presenti in quasi tutte le grandi e medio-grandi città del mondo. In Europa grande diffusione ha avuto il tango nei Paesi Bassi ed in Francia, di seguito in Italia (patria d'elezione per molti artisti argentini, di origine italiana) ed in tutte le altre nazioni europee.
L'andamento del ballo in milonga, si svolge in senso antiorario, partendo dal bordo della pista. In una milonga frequentata da molti ballerini, lo spazio in pista è solitamente ristretto e, poiché il tango è improvvisazione, non è facilmente prevedibile come la singole coppie interpreteranno il brano musicale che stanno ascoltando. Di conseguenza, non potendo assolutamente prevedere cosa succederà alle spalle dell'uomo (che guidando, ha la responsabilità della coppia), costui deve assolutamente evitare di fare dei passi contromano, cioè nella direzione contraria al senso di ballo, o meglio gli eventuali passi indietro, andranno fatti possibilmente, verso il centro della pista e/o nella direzione di ballo. Di regola, i ballerini più esperti dovrebbero occupare la parte più esterna della pista, che teoricamente consente maggior velocità. Il linguaggio del corpo è prerogativa del tango e quindi, durante la durata del ballo, la coppia non comunica con le parole, le quali interromperebbero l'armonia che si forma in quel momento, dove la musica si trasforma in movimento.
Un bel tango non è necessariamente caratterizzato da molte figure. Il Tango è costruito nel momento stesso del ballo, attraverso l'improvvisazione e la comunicazione tra i ballerini, nella gestione dello spazio a disposizione. Esistono comunque delle sequenze e figure, insegnate per fini didattici, che codificano la tecnica di improvvisazione: • La Camminata - è la base del tango e malgrado la sua apparente semplicità è forse la figura più difficile da realizzare. • Quadrato o Baldosa - è una figura didattica di sei passi che disegna un rettangolo. L'uomo partendo col piede destro esegue: passo indietro, di lato a sinistra, avanti, avanti, di lato a destra insieme. • Salida basica - è una sequenza didattica di 8 passi. L'uomo partendo col piede destro esegue: passo indietro, di lato, avanti, avanti, unisce i piedi e guida alla donna un incrocio, avanti, di lato, insieme. • Cadenza - è il tenere il ritmo sul posto. • Ocho - l'uomo guida alla donna un passo e consecutivamente un pivot (una rotazione col peso portato sulla punta del piede), facendo così in modo che la donna disegni un otto (in spagnolo ocho) con i piedi. A seconda della direzione del passo si otterrà un ocho in avanti (ocho adelante) o all'indietro (ocho par atras). • Molinete - tipica figura del tango Salon, nella quale l'uomo e la donna girano camminando attorno all'asse della coppia. • Giro - l'uomo guida la donna in un giro attorno al proprio asse. La donna è come la ruota di un mulino il cui asse è l'uomo. • Sacada - Uno dei 2 elementi della coppia invade lo spazio del partner effettuando un passo verso la gamba del partner su cui non c'è peso. Se l'invasione avviene con un passo in avanti si parla di sacada in avanti, se invece avviene effettuando un passo indietro, si parla di sacada all'indietro. • Parada - l'uomo interrompe col piede il passo della donna. In realtà l'uomo guida un arresto alla donna contemporaneo all'interposizione del piede sulla traiettoria del di lei passo. • Barrida - Uno dei 2 ballerini sposta il piede dell'altro ballerino, su cui non c'è peso, col proprio piede. In realtà anche la barrida è un effetto ottico, cioè l'uomo non sposta col piede il piede della donna, ma le guida un passo e lo effettua con lei, mantenendo il contatto tra i piedi. • Colgada - figura caratterizzata da un abbraccio aperto in cui la coppia è molto vicina con i piedi e lontana con le spalle. • Volcada - figura caratterizzata da un abbraccio molto chiuso in cui la coppia è molto vicina con le spalle e lontana con i piedi. • Salti e sollevamenti - figure da show in cui la ballerina effettua figure aeree spettacolari col supporto del partner. • Sentada - Figura spettacolare da show dove la donna effettua una sorta di "seduta" sulla gamba del ballerino, allungata e tesa verso l'esterno. Lingua La lingua del tango è il lunfardo.
Tra i ballerini più famosi vanno citati Miguel Balmaceda, Antonio Todaro, Pepito Avellaneda, José Benito Ovidio Bianquet detto "El Cachafaz", Juan Carlos Copes, Miguel Angel Zotto, Osvaldo Zotto (prematuramente scomparso) o Carlos Gavito, noto per aver introdotto un tipico abbraccio "sbilanciato" (apilado), Gustavo Naveira y Giselle Anne, che con Fabian Salas e Pablo Veron sono alla base dell'evoluzione del tango moderno, Mariano "Chicho" Frumboli, Esteban Moreno y Claudia Codega, Adrian Veredice y Alejandra Hobert, Sebastian Arce y Mariana Montes, Pablo Garcia, Pablo Moyano solo per citarne alcuni tra i più famosi.
Il Buena Vista Social Club era un club dell'Avana, in Cuba, attivo dal 1932, riservato ai neri durante gli anni della dittatura di Fulgencio Batista, diventando un luogo popolare per i musicisti che lì si incontravano e suonavano nel corso del 1940. Con la vittoria della rivoluzione castrista nel 1959, e le nuove tendenze sociali che aprivano a nuove forme artistiche cercando in ogni modo di chiudere con il passato e i suoi simboli, il club fu chiuso assieme a tutti quei luoghi che potevano essere ritenuti retaggio del degrado del passato.
Quasi quarant'anni dopo la chiusura del club, nel 1995, González in collaborazione con Nick Gold, presidente della World Circuit Records, realizzano il progetto di produrre un disco allo scopo di riunire alcuni musicisti affermati, ma un po' dimenticati e riscattare il genere delle big band di jazz afrolatino. Ecco che la Afro Cuban All Stars mette insieme Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Manuel "Puntillita" Licea, José Antonio (Maceo), Pío Leyva, Raúl Planas, oltre a musicisti della stazza di Manuel "Guajiro"Mirabal, Javier Zalba, Orlando López (Cachaíto), Rubén González, Miguel Angá. Solo nel 1996 vengono pubblicati tre dischi, tra cui Buena Vista Social Club e A toda Cuba le gusta. Il primo vince il Grammy del 1998, nella categoria della musica tradizionale oltre ad essere un enorme successo di pubblico e il disco cubano più venduto di tutti i tempi con oltre otto milioni di copie.
Nel 1999, Wim Wenders dirige un documentario sull'intera vicenda della produzione e sui membri dell'orchestra, anch'esso intitolato Buena Vista Social Club. Il musicista Ry Cooder, invitato da Wenders, va alla scoperta dei musicisti del Buena Vista Social Club di Havana. I talenti che ospitava, erano enormi, ma sconosciuti al grande pubblico. Wenders, col suo stile rigoroso, reale-espressionista racconta la loro storia, lunga, misera e magnifica. I personaggi sono: Ibrahim Ferrer, cantante, Ruben Gonzalez, chitarrista, Manuel "Puntillita" Licea, pianista, Omara Portuondo, l'Edith Piaf cubana, Manuel Galban, chitarrista. Tutti oltre gli ottanta, qualcuno oltre i novanta. Il regime di Castro, inibendo loro il resto del mondo, li ha costretti a una vita povera anche se non infelice: lo dicono continuamente "la fortuna di essere cubano". E naturalmente Wenders non ignora L'Havana, la povertà, i colori, le vecchie Cadillac rimaste lì dai tempi di Batista, gli alberghi lussuosi rovinati dal vento e dal mare e lasciati a marcire, le prostitute, i mendicanti, i bambini che rincorrono i turisti. Il film comincia col grande concerto di New York del gruppo, e ricordo dopo ricordo ritorna al concerto. Da allora i musicisti, vitali, eterni, girano i teatri del mondo e vendono milioni di dischi. Con il film documentario sui super abuelos, i super nonni, musicisti cubani tra i settanta e i novant’anni che perpetravano la tradizione del son, del bolero e del cha cha cha, il fenomeno Buena Vista Social Club non solo non è mai tramontato, ma è cresciuto costantemente, portando in centinaia di concerti, rigorosamente sold out, la magia, i colori e i ritmi della musica popolare cubana. Nel 1999 la pellicola ottenne il plauso della critica, ricevendo una nomination all'Oscar per il miglior documentario vincendo numerosi riconoscimenti, tra cui Miglior Documentario agli European Film Awards. Il successo di entrambi di film e di album scatenò una ripresa di interesse internazionale per la musica tradizionale cubana e musica latino americana in generale.
Alcuni degli artisti cubani in seguito hanno inciso album da solisti e realizzato collaborazioni con star internazionali provenienti da diversi generi musicali. Il nome "Buena Vista Social Club" è diventato un termine generico per descrivere queste performance, ed è stata considerata come una etichetta di marca che riguarda "l'età d'oro musicale" di Cuba tra il 1930 e 1950. Tra gli artisti più noti: Compay Segundo, Rubén González, Ibrahim Ferrer, Segundo González e Ferrer. Musicisti di primo piano che si sono esibiti al club nel corso del 1930 e '40 sono il bassista Cachao Lopez e band leader Arsenio Rodríguez. Il pianista Rodríguez Rubén González, che suonava il piano negli anni 1990, ha descritto il 1940 come "un'era di vera vita musicale a Cuba, dove c'era molto poco denaro per guadagnare, ma ognuno suonava perché lo davvero voleva". Quell’ epoca ha visto la nascita del mambo jazz, la charanga, e forme di danza come il pachanga e il cha-cha-cha, così come lo sviluppo di stili musicali afrocubani tradizionali come la rumba descritto come "il fondamento della musica cubana". Poco dopo la rivoluzione cubana del 1959, l’eletto presidente cubano Manuel Urrutia Lleó, un devoto cristiano e liberale, iniziò un programma di chiusura di case da gioco, discoteche e altre attrazioni associate a uno stile di vita edonistico dell'Avana.
La musica cubana sperimentò un cambiamento piuttosto radicale nel 1960: molti gruppi hanno sperimentato la fusione di son cubano con stili di rock, jazz e funk americano. Gruppi come Los Van Van e Irakere hanno stabilito moderne forme di musica cubana, aprendo la strada a nuovi ritmi e danze. Buena Vista Social Club è anche il nome dell'album del 1997. Una delle canzoni che hanno caratterizzato l'album era "Buena Vista Social Club", una canzone scritta da Orestes López, il padre del bassista "Cachaito." L’album è diventato un enorme "passaparola di successo", che ha venduto più di cinque milioni di copie e ha vinto un Grammy Award nel 1998. Nel 2003 è stato elencato dalla rivista Rolling Stone di New York, come migliori album di tutti i tempi. Un totale di venti musicisti ha contribuito alla registrazione tra cui il figlio di Ry Cooder, Joachim Cooder. Ry Cooder stesso ha suonato la chitarra in diverse canzoni e ha contribuito a produrre l'album descrivendolo come "la più grande esperienza musicale della mia vita". "Buena Vista Social Club" continuano a girare tutto il mondo come Orquesta Buena Vista Social Club, e nonostante la morte di sei dei membri originali, continua ad entusiasmare molti fan con i restanti membri del gruppo tra cui Barbarito Torres e "Guajiro" Mirabal. I pezzi con la chitarra di Ry Cooder sono eseguite da Manuel Galban, un ex membro del gruppo cubano Los Zafiros. A seguito di una performance nel 2007 a Londra, The Independent ha descritto il gruppo come "una specie di anomalia in termini di business della musica, definendoli più un marchio che una band.
Il successo internazionale del Buena Vista Social Club ha generato un risveglio di interesse per la musica tradizionale cubana e la musica latino-americana nel suo complesso, facendo si che la musica cubana riconquistasse lo stato che ha sempre avuto nella musica americana e mondiale Latina. La fiorente industria turistica di Cuba alla fine del 1990 ha beneficiato di questa rinascita di interesse. Secondo The Economist, nei quartieri turistici di L'Avana Vecchia è tipico che un cubano con una chitarra canti una delle canzoni che hanno reso famosi i Buena Vista. E 'come andare a Liverpool e trovare bande che intonano canzoni dei Beatles in ogni angolo di strada. Le canzoni Buena Vista non sono tutte originali poiché hanno interpretato molte canzoni che fanno parte della tradizione popolare cubana. Il gruppo ha il merito di aver acceso l’interesse nei confronti di un passato senza tempo, uno sguardo a luoghi sensuali dove sogno e desiderio sono fusi in un ambiente confortevole e da musica evocativa. Il Buena Vista Social Club alimenta nostalgie e sentimenti idealistiche non solo in molti americani e cubani negli Stati Uniti che ricordano l'Avana degli anni 1950, ma anche dei cubani a Cuba.
Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'Argentina con 2.891.082 abitanti. È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente. È la seconda città in Sudamerica per importanza economica dopo San Paolo del Brasile. È chiamata anche per brevità Baires. E’ La culla del tango, i vecchi quartieri, ricchi di atmosfera, pullulano di ristoranti romantici e di locali notturni, mentre l'eredità europea di Buenos Aires è sicuramente evidente nella sua architettura, nei parchi e nei grandi boulevard. Il bar più vecchio della città, il Cafe Tortoni, è una vera “macchina del tempo” che conserva le atmosfere del 1858, anno di apertura, inoltre lo spettacolare Teatro Colon ancora oggi stupisce proprio come faceva nel 1908. La capitale latinoamericana dello shopping promette ottime occasioni di shopping lungo i suoi immensi boulevard. La popolazione residente in città è originaria prevalentemente dalla Spagna e dall'Italia, in minor numero dalla Germania, dalla Scandinavia, dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Francia, dalla Russia e dal Regno Unito. Ci sono anche importanti comunità di siriani, libanesi e armeni, inoltre la comunità ebraica è la più numerosa del sud America. L'immigrazione più recente vede un consistente afflusso di boliviani, peruviani e paraguaiani. Origini: La città fu fondata per la prima volta dallo spagnolo Pedro de Mendoza il 2 febbraio del 1536 col nome di Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò per la seconda, e definitiva fondazione, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Occupava un'area di 2,3 km² e ospitava 63 abitanti. I primi anni di vita di Buenos Aires furono di stenti: tagliata fuori dalle principali rotte commerciali della Spagna, gli abitanti mancavano di ogni comodità. Agli inizi del Seicento la colonia contava appena cinquecento abitanti. A quell'epoca i coloni trasgredivano la legge e praticavano il contrabbando in maniera pressoché sistematica. Dalla sua fondazione fino al Settecento Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Nel 1680 i portoghesi fondarono Colonia del Sacramentonella parte opposta del Rio de la Plata, pretendendo di stabilirsi nella regione. Percependo la minaccia, il governatore José de Garro inviò un ultimatum ai portoghesi, i quali lo rifiutarono. De Garro allora riunì gli abitanti della città per organizzare un attacco contro i portoghesi. Il risultato fu una definitiva vittoria da parte degli spagnoli. Nel Settecento Buenos Aires acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.Nel 1806 il generale maggiore inglese William Carr Beresford si impadronì di Buenos Aires senza incontrare resistenza, ma venne scacciato pochi mesi dopo da un esercito proveniente da Montevideo. Nel 1807 una spedizione inglese, al comando di John Whitelocke conquistò Montevideo e poco dopo tentò di impossessarsi di Buenos Aires, ma fu sconfitta perché trovò la fiera resistenza degli abitanti e delle milizie urbane. Immigrazione: Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60,4% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola. La crisi economica in Argentina, le leggi italiane sulla cittadinanza e l'altissimo numero di argentini con antenati italiani potrebbero fare della Grande Buenos Aires la città al mondo col maggior numero di cittadini italiani. La fine del 900 vede anche l'affermarsi della vocazione portuale di Buenos Aires col miglioramento delle infrastrutture portuali e ferroviarie. In questo periodo si forma il quartiere della Boca, abitato in massima parte da marinai genovesi immigrati. Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli e il porto è un punto di arrivo e partenza per transatlantici carichi di persone e merci. La seconda immigrazione, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino. Politica: Nel corso del XX secolo, Buenos Aires ha visto alternarsi al governo dell'Argentina capi di Stato che erano espressione, a volte di regolari elezioni, a volte di colpi di stato. Durante la dittatura militare, negli anni dal 1976 al 1983, Buenos Aires ha conosciuto il fenomeno dei desaparecidos, in cui molti giovani venivano torturati e fatti sparire per l'accusa, molto spesso infondata, di simpatizzare per la sinistra, considerata ispiratrice del terrorismo. Parallelamente, Buenos Aires è stata teatro di movimenti di piazza, pro o contro il governo del tempo. Ricordiamo le smisurate folle osannanti, che acclamavano il presidente Juan Domingo Perón e la moglie Evita, ma anche le manifestazioni del gruppo delle Madri di Plaza de Mayo, costituito da donne che, nell'impossibilità di manifestare altrimenti la loro situazione, si riunivano nella piazza antistante la Casa Rosada, esponendo in silenzio le foto dei loro cari, dispersi a causa della repressione militare. In anni più recenti si sono moltiplicate le manifestazioni dei piqueteros, che protestano per ottenere aiuti alle persone in difficoltà a causa della disoccupazione e della crisi economica. Il Tango nasce nel río de la Plata (coste di Argentina e Uruguay) come mescolanza di balli di origine africana e locale nell'ambito della prostituzione, e successivamente si sviluppa e si evolve nella sua struttura attuale a Buenos Aires.Qui trova le sue radici, nel miscuglio di genti, maggiormente immigrati europei, che abitano nella città sul finire dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Nell'attualità è simbolo di Buenos Aires e della cultura argentina in tutto il mondo. La cucina argentina ha subito l'influsso della tradizione spagnola e creola. Poiché l'Argentina ha il primato mondiale per la bontà delle sue carni (gli animali vengono fatti pascolare dai gauchos nella Pampa), i piatti tipici sono a base di carne. Ricordiamo l'asado, grigliata di carne mista che in passato veniva cotta all'aperto direttamente sul fuoco; las empanadas, mezzelune di pasta brisé ripiene di carne di vitello, pollo, prosciutto e formaggio. Anche il pesce è molto buono e viene preparato in vari modi. Tra i dolci tipici, ricordiamo gli alfajores e il dulce de leche. Gli Argentini amano bere il mate, una bevanda a base di erbe che vengono fatte filtrare attraverso una "bombilla". È tradizione bere dalla stessa bombilla.
Tito Puente, all'anagrafe Ernesto Antonio Puente (New York, 20 aprile 1923 – New York, 31 maggio 2000), è stato un musicista statunitense. Fu compositore, arrangiatore, e percussionista di jazz latino e mambo. Figlio di immigrati portoricani, noto anche come "Re del Mambo" o "Re delle timbales", Tito Puente realizzò più di 100 album e scrisse più di 400 composizioni nel corso di una carriera durata 50 anni. Tra queste si annovera la canzone Oye como va, del 1963, di cui Carlos Santana incise nel 1970 una cover che riscosse uno strepitoso successo mondiale. Ha partecipato come arrangiatore, compositore ed attore a molti film (tra i quali 'The Mambo Kings') e a molti spettacoli televisivi, tra i quali 'I Simpsons'. La sua carriera cominciò con la banda di Jose Curbelo nel dicembre del 1939. Nel dicembre del 1942 entra a far parte dell'Orchestra Machito e percussionista per i Jack Cole dancers. Tito Puente servì nella Marina statunitense per tre anni durante la seconda guerra mondiale dopo l'arruolamento nel 1942. Fu congedato con un Elogio Presidenziale per aver combattuto nove battaglie. La GI Bill gli permise di studiare alla Juilliard School of Music, dove completò la sua formazione musicale teorica nella direzione, orchestrazione e teoria. Durante gli anni cinquanta, Puente si trovò all'apice della sua carriera e aiutò la diffusione su vasta scala dei sound afro-cubani e caraibici, come il mambo, il son e il cha cha cha. L'album Dance Mania è probabilmente il suo lavoro più famoso e fu pubblicato nel 1958. Successivamente si spostò verso ritmi diversi che comprendevano la musica pop e la bossa nova, creando una fusione con i generi afro-cubani e il latin jazz. Il risultato è noto come salsa.Nel 1969 ricevette le chiavi della città di New York dall'allora sindaco John Lindsay. Nel 1979 Puente vinse il primo di cinque Grammy Awards per gli album A Tribute to Benny Moré, On Broadway, Mambo Diablo, e Goza Mi Timbal. Nel 1990, Puente ricevetta la "James Smithson Bicentennial Medal". Ricevette anche un Grammy durante il primo Latin Grammy Award, vincendo nella categoria Best Traditional Tropical Albumper Mambo Birdland. Nei primi mesi del 2000, partecipò al film musicale Calle 54. Alcuni premi vinti:
1979 1° Grammy Award per l'album Homenaje a Beny
1983 On Broadway
1985 Mambo Diabro,
1985 Gosa Mi Timbal
2000 Mambo Birdland.
Ha inoltre ricevuto la medaglia Smithsoniana del bicentenario. Esiste una strada dedicata a Tito Puente nel quartiere latino di New York. Nel 1997 fu omaggiato dal presidente statunitense Bill Clinton. Morì a New York il 31 maggio del 2000, a seguito dei postumi di un attacco di cuore sofferto dopo uno spettacolo a Porto Rico, e per cui si era sottoposto ad un'operazione cardiochirurgica Vinse un Grammy postumo nel 2003.