Fidel Castro, addio al Lider Maximo
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Fidel Castro, addio al Lider Maximo

Si è spento il 25 novembre 2016 all'età di 90 anni.
Nove giorni di lutto.
Senza musica, in silenzio, senza feste, balli e manifestazioni.
L'intera isola partecipa alla morte dei Fidel.
La città appare quasi deserta, illuminata solo dai rari lampioni che punteggiano strade e incroci senza auto e senza passanti.
Solo la grande Plaza de la Revolución, tirata a lucido e transennata, è guardata a vista da soldati in divisa e poliziotti in civile.
Persino il Malecon, punto di riferimento per migliaia di cubani, resta vuoto e silenzioso
Sono giorni di lutto, delle celebrazioni ufficiali che hanno preso il via il 28 Novembre e si concluderanno solo il 4 Dicembre, giorno dei funerali.
Il rispetto è quasi dovuto.
Un obbligo, anche per chi ha sempre dissentito, per commemorare la memoria di un uomo che ha fatto di Cuba un luogo unico al mondo.
La musica, elemento costante nella vita di tutti i cubani, è scomparsa.
I bar e i ristoranti lavorano a ritmo ridotto.
Persino i turisti, numerosi anche in questo periodo di pieno inverno, rispettano il lutto decretato dal regime.
Ma chi era il “lìder màximo”?
Nato a Mayarí, Cuba, il 13 agosto 1926 e figlio di un immigrato spagnolo divenuto proprietario terriero, Fidel Castro è diventato uno dei simboli della rivoluzione comunista ma anche, agli occhi dei suoi detrattori, un dittatore che non concede libertà di espressione.
All'università dell'Avana a partire dal 1945, partecipò dapprima alla vita politica dell'ateneo, nelle file dell'ala più ortodossa del Partito del Popolo Cubano.
La militanza studentesca si esprimeva spesso attraverso la lotta per bande, in scontri fra "gruppi di azione" di segno opposto che non di rado degeneravano in sparatorie.
Fidel Castro nel 1950 si laurea in legge e, dopo il colpo di stato di Fulgencio Batista del 1952, si arruola in un movimento intenzionato a dare l'assalto alla caserma Moncada a Santiago de Cuba.
In breve ne diventa il capo e poi, il 26 luglio 1953, organizza il piano.
Fallita l'azione, a causa dello scarso coordinamento fra i vari gruppi che componevano il commando, viene imprigionato dal regime.
Al processo, si difese autonomamente, in particolare attraverso un allegato in cui denunciava i mali che affliggevano la società cubana. La sua arringa fu un vero e proprio attacco al potere, che lo trasformò da imputato ad accusatore.
Questo documento è poi diventato famoso con il titolo "La storia mi assolverà", anche per il fatto che all'interno vi è in pratica delineato il suo programma politico, lo stesso che avrebbe poi sviluppato, nei quarant'anni che lo videro protagonista prima della Rivoluzione poi dell'esercizio del potere. Nel suo programma politico, tra gli argomenti trattati quello della distribuzione delle terre dei latifondisti dietro indennizzo, la confisca dei beni ottenuti illegalmente dai membri dei passati governi, la nazionalizzazione dell'energia elettrica e dei telefoni, misure per l'industrializzazione, cooperative agricole e dimezzamento dei canoni d'affitto urbani …Insomma, un perfetto programma comunista.
Castro soffrì la prigione e poi l'esilio. Nel maggio 1955 Batista decise di concedere l'amnistia ai rivoltosi, molti dei quali accompagnarono, meno di sei mesi dopo, Fidel Castro nel suo esilio in Messico.
Il 9 luglio di quello stesso anno Fidel Castro incontra Ernesto Guevara, e a lungo discutono sul continente sud americano sfruttato dagli yankee.
Il 2 dicembre 1956, torna a Cuba con una forza di 82 uomini, deciso a rovesciare la dittatura, cosa che avvenne dopo una sequenza interminabile di lotte intestine.
L' Esercito Ribelle prese infine il potere nel 1959. Le decisioni iniziali, prese dal nuovo governo di Fidel, furono inizialmente di componente etica: chiusura delle case da gioco e di tolleranza, lotta senza quartiere al traffico di droga, liberalizzazione degli accessi agli alberghi, spiagge, locali sino ad allora riservati a circoli esclusivi. Tutto questo affascinò la maggioranza della popolazione e il nuovo governo ebbe grande consenso. Nel marzo del 1959 fu imposta una diminuzione dei canoni d'affitto del 30-50% accompagnata da una riduzione del prezzo di medicinali, libri scolastici, tariffe elettriche, telefoniche e dei trasporti urbani.
Dopo aver ridotto gli affitti, si varò una riforma che mirava a trasformare gli inquilini in veri e propri proprietari attraverso il pagamento degli alloggi con rate mensili proporzionali al reddito.
Ma le proteste interne iniziarono dopo l'emanazione, nel maggio 1959, della prima riforma agraria, che fissava per le tenute agricole un limite massimo di 402 ettari.
La superficie coltivabile veniva assegnata a cooperative oppure distribuita a proprietà individuali di un minimo di 27 ettari. Il governo, per impedire il minifondo, proibiva la vendita delle vendite delle terre ricevute e il loro frazionamento.
La riforma agraria suscitò forti reazioni nelle campagne ma anche presso le classi alte e i ceti medi urbani.
In tempi moderni Cuba, e con lei il suo simbolo supremo, cioè Castro, si è impegnata a fronteggiare gli Stati Uniti, in una lotta che l'ha opposta al blocco economico - il cosiddetto - embargo - durato diversi decenni, fino al 2015, quando il presidente Obama lo annullò, facendo inoltre visita a Cuba - primo presidente USA dopo 88 anni. A partire dal mese di dicembre del 2006 si fanno sempre più presenti i problemi di salute.
Il 19 febbraio 2008, al potere da quasi 50 anni, Fidel annuncia il suo ritiro dalle cariche presidenziali lasciando tutti i poteri al fratello Raul Castro Ruz.
(fonti: La Repubblica; Biografieonline)