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Cuba è sicuramente una delle mete più frequentate da tutti quei turisti che amano crogiolarsi al sole distesi lungo le spiagge di sabbia finissima godendo della bellezza di un mare con i colori da “cartolina”. Ma molti forse non sanno che i quattro arcipelaghi che formano la Repubblica di Cuba possiedono più di 4.200 isole con tantissime spiagge, molte delle quali ancora prive di strutture turistiche. A Cuba, infatti, esistono ben 300 spiagge, la maggior parte composte da sabbia molto sottile che ricopre oltre 600 chilometri di superficie, una gioia per i turisti che ogni anno visitano questi stupendi luoghi. I lidi cubani hanno, infatti, un loro marchio di qualità: una vegetazione rigogliosa, una sabbia fine e bianchissima e un’acqua limpida, trasparente e cristallina. Cuba e le sue isole minori possono offrire un ampio ventaglio di opportunità adatte a qualsiasi tipo di vacanza pensiate di organizzare: potete decidere di immergervi nel caos della movida caraibica scegliendo le più note località balneari di Cayo Largo, Cayo Guillermo o Varadero, oppure dedicarvi a un più rilassante viaggio nella natura incontaminata preferendo Playa Las Coloradas, Cayo Levisa o Maria la Gorda. I mesi che vanno da Dicembre ad Aprile sono indubbiamente i migliori per poter godere di queste meraviglie! Ecco quali sono le spiagge più spettacolari da non perdere del litorale di quest’isola caraibica. Varadero Varadero, anche chiamata Playa Azul (Spiaggia Azzurra), si trova nella Provincia di Mazantas ed è una delle più ampie e frequentate spiagge di Cuba. E’ diventata la spiaggia preferita dai turisti ed è tra le mete più consigliate dai tour operator. Situata nella penisola di Hicacos, è una striscia di terra lunga 19 chilometri, un continuo susseguirsi di spiagge, più o meno ampie, ma tutte con sabbia color salmone, tanto fine da essere diventata uno dei simboli di Varadero. Non ci sono solo i lussuosi hotel a 5 stelle, i campi da golf, gli sport nautici, i mercatini artigianali, le discoteche dove si può ballare ovunque salsa e merengues, il bus a due piani o il trenino con i quali si può visitare la città, i catamarani che ti portano a fare escursioni in isolotti vergini, c’è soprattutto la seconda barriera corallina al mondo per estensione ed è veramente unica! Chi visita Varadero ha, inoltre, la possibilità di calarsi completamente nel ritmo e nelle tradizioni dei cubani che, con la loro allegria, sono in grado di coinvolgere chiunque con il loro ritmo sfrenato. Cayo Largo Nell’arcipelago di Los Canarreos, tra il Golfo Batamano e il Mar dei Caraibi, fra circa 350 isolotti sorge la piccola e stretta isola corallina di Cayo Largo, sicuramente una delle spiagge più belle del mondo. Cayo Largo è un’isoletta circondata per tutta la sua lunghezza da spiagge bianchissime. Deve il suo nome alla sua forma allungata. Qui vi approdò Cristoforo Colombo nel 1494 in occasione del suo viaggio verso il Nuovo Mondo, è stata anche base dei pirati. I 27 chilometri delle spiagge favolose di Cayo Largo riempiono puntualmente i depliant dei tour operator di tutto il mondo, un flusso molto costante di turisti che porta questa piccola isola sicuramente ai vertici delle classifiche dei luoghi caraibici più frequentati al mondo. L’isola ha la particolarità di essere attraversata da una strada che permette di raggiungere facilmente tutte le spiagge più belle. Tra le più belle spiagge dei Caraibi indubbiamente merita una nota di merito Playa Paraisoche, malgrado la sua posizione, offre ancora al turista piccoli angoli di pace e serenità. Cayo Largo fu la prima destinazione di Cuba aperta al turismo vacanziero internazionale e ancora adesso, grazie all’aeroporto e ai continui collegamenti con l’isola madre, è molto frequentata da un turismo d’élite grazie anche alla presenza della Marina di Puertosol dove approdano numerosi yacht e barche a vela. Spiagge di Baracoa La zona di Baracoa è ancora in gran parte isolata e questo rappresenta una delle sue attrattive principali. Baracoa offre spiagge per tutti i gusti, adatte a varie esigenze. C’è solo l’imbarazzo della scelta tra le spiagge dorate di Playa Maguana, la sabbia nera di Playa Duaba o le sabbie grigie intorno alla Bahía de Baracoa. La vegetazione a Playa Maguana sembra regnare su tutto creando un’atmosfera molto naturalistica: circondata da magnifiche palme, è la tipica spiaggia caraibica! La strada è panoramica: passa su un lungo ponte che attraversa il fiume più grande di Cuba (il Toa River) e offre la possibilità di ammirare la famosa fabbrica di cioccolato fondata da Che Guevara. Sulla spiaggia è presente un unico piccolo albergo composto da circa 20 capanne in legno in perfetto stile Robinson Crusoe, ideale per trascorrere una vacanza all’insegna della privacy e del relax. Playa del Este Playa del Este è una delle spiagge più popolari nei pressi della Avana. Si trova a soli 20 chilometri dal centro e a 40 chilometri dall’aeroporto internazionale. Playa de l’Este in realtà non è un’unica spiaggia, ma un gruppo di spiagge che si susseguono appena fuori da L’Avana. Questa distesa continua di sabbia bianca molto fine si trova, infatti, a soli 20 chilometri dal centro della capitale e a circa 40 chilometri dall’aereoporto internazionale. La maggior parte delle strutture alberghiere sono quasi tutte concentrate a Santa Maria del Mar e offrono a chi vi alloggia la possibilità di godere di un’ottima spiaggia e un mare trasparente pur rimanendo non troppo distanti da L’Avana, città assolutamente da visitare per la sua importante storia. Marìa la Gorda Maria la Gorda è tra i lidi più suggestivi dell’isola. La spiaggia e i fondali sono molto rinomati, adatti anche per gli amanti delle immersioni. La leggenda vuole che Maria fosse una venezuelana rapita dai pirati e poi abbandonata sull’isola. La donna aprì poi un locale dove cucinava piatti prelibati per i pirati che passavano da queste parti. Si narra non fosse proprio magrissima! Ecco svelato il nome di questa magnifica spiaggia: Maria La Gorda, la grassa per l’appunto! Situata all’estremità occidentale di Cuba sulla penisola di Guanahacabibes, si trova proprio sulla costa al confine con una riserva naturale regno di iguane cervi e lucertole. Gli oltre centomila ettari della Riserva sono stati trasformati dall’UNESCO in un parco protetto, dove non esistono strutture alberghiere e a cui si accede solo dopo aver ottenuto un permesso dal Centro Ecologico di La Bajada. Maria La Gorda è indubbiamente il paradiso dei subacquei. Vicino alla spiaggia si trovano, infatti, circa 50 punti di immersione adatti per ammirare la più grande colonia di corallo nero dell’isola, uno spettacolo veramente entusiasmante! Per poter godere di queste meraviglie poste nelle profondità degli abissi, potrete soggiornare nell’unico albergo presente sulla costa, l’Hotel Maria La Gorda che, con le sue camere affacciate direttamente sulla spiaggia, garantisce un ottimo punto di partenza per tutti gli amanti delle immersioni. Cayo Levisa Una piccola isola bellissima e disabitata a circa 40 chilometri da Vinales, la cui spiaggia assolata si protrae per quattro chilometri, con sabbia simile a farina, palme e barriera corallina con pesci colorati. Lungo e stretto nella sua estensione di più di tre chilometri di spiaggia corallina, Cayo Levisa è un’isola vergine dell’arcipelago delle Los Colorados che sorge a soli quattro chilometri di distanza da Palma Rubia, sulla costa di Cuba. L’area intorno all’isola, grazie alla pressante richiesta del Ministero del Turismo e della Pesca Cubano, è diventata da poco tempo un Parco Naturale, un territorio protetto per la presenza del Manatì, il nome cubano del Lamantino, un mammifero ad oggi in via di estinzione. Dal momento che si tratta di un luogo incontaminato, quest’isola è particolarmente indicata per tutti coloro che desiderano una vacanza tranquilla immersa in una natura meravigliosa. Cayo Levisa è ritenuto, inoltre, il Paradiso dei subacquei in quanto possiede diversi punti di immersione che permettono di esplorare formazioni coralline straordinarie e ammirare numerosi pesci colorati. Il paesaggio marino di questo stupenda isola, insieme alle vicine Cayo Paraiso e Cayo Arena, è caratterizzato da enormi spugne e da foltissimi rami di corallo nero. Emozionanti e indimenticabili sono le immersioni lungo le pareti ad oltre 50 metri di profondità dove si possono incontrare bellissimi esemplari di Barracuda e le uscite notturne che non mancheranno di regalarvi magnifiche emozioni. Sull’isola è presente un unico eco-resort composto da soli 45 bungalow disposti sulla spiaggia Guardalavaca Guardalavaca evoca paesaggi fatti di insenature e spiagge di soffice sabbia bianca. Questa è tra le spiagge più conosciute dai turisti, molto vicina all’aeroporto di Holguin. E’ anche la più frequentata dai turisti dei lidi holguineri e ha un’estensione di 4 chilometri. Le sue caratteristiche sono: abbondante vegetazione, acqua verde-azzurra e una barriera corallina ricca di crostacei distante circa 900 metri dalla riva. Quando nel 1942 Cristoforo Colombo posò i suoi occhi sulla costa di Holguin, lo descrisse come “il luogo più bello su cui si possono posare gli occhi”… e non aveva tutti i torti: la provincia settentrionale di Cuba, dove è situata Guardalavaca, è senza dubbio un luogo da consigliare vivamente di vedere e, non a caso, è la terza destinazione più visitata del paese. A circa sei secoli di distanza, l’emozione che accoglie il turista che la visita per la prima volta è la stessa: uno spettacolo da ammirare trattenendo il fiato con circa tre chilometri di sabbia bianca e finissima che si specchia in un mare limpidissimo color turchese. Le acque di questa stupenda spiaggia, calme e temperate, sono ideali per fare snorkeling: la barriera corallina dista circa 300 metri dalla riva ed è ricca di flora e fauna dai vari colori. Grazie al vento sempre costante, Guardalavaca è molto amata anche dai velisti che si lasciano piacevolmente trasportare nelle spiaggette e baie limitrofe altrettanto interessanti da visitare. Con alle spalle un bellissimo parco ricco di vegetazione, consiglio ai turisti di visitare inoltre la più grande Necropoli degli Indiani Aborigeni di Cuba, un luogo sicuramente da non perdere Playa Rancho Luna Playa Rancho Luna è la spiaggia di Cienfuegos, caratterizzata da finissima sabbia bianca con palmeti e uva caleta. Posta a una decina di chilometri dalla città, questa spiaggia è servita con tutte le comodità che un turista esigente può richiedere: ristoranti, bar, strutture di balneazione attrezzate e offre perfino la possibilità di incontrare pescatori che mostrano orgogliosi il bottino di pesca della giornata (aragoste, calamari, ecc.). Una particolarità: poco distante da Playa Rancho Luna, nei pressi di San Antón (10 km a est di Cienfuegos), si raggiunge il Giardino Botanico La Soledad. All’interno di questo parco potrete trovare oltre ad una biblioteca molto attrezzata, anche un’enorme piantagione di cactus e di palme, e tutte le maggiori varietà di mariposas, il fiore nazionale cubano. Pilar Beach – Cayo Guillermo Che dire dell’isolotto frequentato da Hernest Hemingway quando soggiornava a Cuba? Semplicemente fantastico! Pilar Beach, nota per le sue dune sabbiose tra le più alte di tutti i Caraibi, deve infatti il suo nome all’imbarcazione che lo scrittore era solito lasciare sulla spiaggia quando decideva di visitare l’isola. Posta alla fine di una lingua di terra, questa spiaggia, che ha la fortuna di avere una sabbia sempre fresca anche dopo molte ore di sole, possiede un fondale sabbioso ideale per nuotare tranquillamente accompagnati dai pesci multicolore. Pilar Beach è una delle spiagge più conosciute di Cayo Guillermo, l’isola corallina più piccola di Cayo Coco, raggiungibile da Ciego de Avila con una strada sopraelevata di circa 17 chilometri. Questo arcipelago offre circa 22 chilometri di sabbia bianca simile al borotalco, circondata da una fitta vegetazione è diventato, col passare degli anni, l’habitat naturale di stupendi fenicotteri rosa, aironi e pellicani. Playa Las Coloradas Superata Santiago de Cuba, poco distante da Niquero, a ridosso di un bosco di mangrovie si trova Playa Las Coloradas. Questa magnifica spiaggia si trova in una zona impervia ed è legata alla vera storia cubana: proprio sulla sua sabbia, il 2 dicembre 1946 sbarcò Granma, lo storico battello azzurro e bianco su cui viaggiavano, provenienti dal Messico, molti combattenti tra cui Fidel Castro e Che Guevara, dando inizio alla stagione della guerriglia per rovesciare il regime di Batista. Playa Las Coloradas deve il suo nome alla colorazione particolare delle lagune e della rigogliosa vegetazione. Questa magnifica spiaggia presenta alle sue spalle un ecosistema davvero invidiabile formato da enormi cactus, avocado, pappagalli dai mille colori, pernici e conchiglie introvabili in altre parti dei Caraibi. Questa è la parte di Cuba più intatta ed emozionante, lontana dalle mille luci di Varadero, ma forse senza dubbio la più bella… Qui il governo cubano ha, infatti, scelto la via dell’eco-turismo dando la possibilità ai visitatori di effettuare attività come trekking, birdwatching e di partecipare anche a programmi
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Spiagge di sabbia bianchissima, cocktail di frutta fresca, un mare azzurro e trasparente, una stupenda barriera corallina, una foresta tropicale i cui richiami si fondono al ritmo irresistibile di una musica caraibica: sono la cornice di un sogno chiamato Piccole Antille. Le Piccole Antille sono tutte le isole disposte ad arco tra la costa nord del Venezuela fino alle le Isole Vergini. Sono famose per il loro splendido clima caldo durante tutto l’anno, per le splendide spiagge di sabbia soffice e per il mare che vanta tutte le sfumature del turchese. Si dividono in tre gruppi principali: • le Isole Sopravento settentrionali • le Isole Sopravento meridionali • le Isole Sottovento Le isole che seguono la direzione nord-sud (Isole Sopravento) fungono da limite geografico fra il mar dei Caraibi e l'oceano Atlantico. Amministrativamente sono suddivise in numerosi stati indipendenti e territori sotto la dipendenza di Stati Uniti, Regno Unito,Francia, Paesi Bassi e comprendono anche alcune isole del Venezuela. Le isole sono disposte a formare un arco che parte dal sud della Florida e giunge fino alle coste del Venezuela. Le Antille sono quello che rimane di una terra che univa America settentrionale e America meridionale. Sono isole per lo più montuose, con l'eccezione di Cuba. Esistono anche isole calcaree, vulcaniche o residui di eruzioni passate. Le destinazioni più famose sono: Isole Vergini, Anguilla, Saint-Martin, Saint-Barthèlemy, Antigua e Barbuda, Saint Kitts e Nevis, Guadalupa, Dominica, Saint Vincent e Grenadine, Grenada, Martinica, Santa Lucia, Barbados, Trinitad e Tobago, Aruba, Bonaire e Curaçao. La temperatura media durante l’anno raramente si allontana dai 26, 28 gradi e anche la temperatura dell’acqua rimane costante. I piovaschi, che di solito sono improvvisi e spettacolari, generalmente durano dai 5 ai 20 minuti, lasciando subito che il sole e la luce facciano capolino. La stagione delle piogge va da agosto a novembre. In questo periodo gli alisei di nord-est soffiano più deboli sui 12, 15 nodi, la temperatura sia diurna che notturna è più calda e umida. Verso Settembre/Ottobre vi è il maggior pericolo per gli uragani, tuttavia soggiorni e crociere sono possibili osservando alcune precauzioni e facendo attenzione ai bollettini meteo. La scoperta delle isole da parte degli Europei, si deve a Cristoforo Colombo, esclusa Porto Rico. Divennero in seguito il rifugio di bucanieri anglo-francesi e poi di filibustieri per cadere alla fine nelle mani dei governi occidentali. Il nome Antille deriva dallo spagnolo La Antilla, oggi località balneare nei pressi di Huelva nel sud della Spagna. I marinai che scoprirono queste isole erano infatti originari di quella zona e diedero alle isole appena scoperte il nome della loro terra lontana. Un'altra interpretazione segue invece l'idea che essa sia la storpiatura di "Ante illa" (davanti ad essa, in latino) in quanto si supponeva fossero le isole che erano davanti alla costa delle Indie. Un'altra ipotesi fa derivare il nome dalla leggendaria isola di Antilia. Nel corso del XIX secolo nacquero i vari stati indipendenti, in ordine cronologico: Haiti (1803), Repubblica Dominicana (1843), Cuba (1899). Questi nel corso del XX secolo divennero sempre più influenzati dagli Stati Uniti d'America. Colombo non giunse su isole disabitate, gli originari abitanti delle Antille erano appartenenti a due grandi famiglie etniche sudamericane: • Arawak • Caribi L'occupazione degli spagnoli causò la rapida scomparsa degli Arawak mentre i Caribi rimasero più a lungo, fino al XVII secolo, quando anche gli ultimi sopravvissuti vennero deportati. Attualmente su queste isole sono presenti neri, mulatti e bianchi e le lingue riflettono questa varietà anche se predomina lo spagnolo.
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San Paolo, in portoghese São Paulo, è una città del Brasile, capitale dello Stato omonimo. Nella Regione Metropolitana di San Paolo vivono 20 milioni di persone, è quindi la terza area metropolitana per numero di abitanti del globo. Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Il motto della città è “Non ducor, duco”, che in latino significa "Non mi faccio condurre, conduco". Storia I missionari gesuiti Manuel da Nóbrega e San José de Anchieta fondarono il villaggio di São Paulo de Piratininga il 25 gennaio 1554. Crearono una missione chiamata Colégio de São Paulo de Piratininga il cui scopo era convertire la tribù indigena dei Tupi-Guarani al cattolicesimo. Nel XVII e XVIII secolo, gruppi di esploratori, chiamati i Bandeirantes setacciarono le foreste e i nuovi territori dell'America Latina in cerca di oro, diamanti, e altre ricchezze. Ci sono diversi monumenti eretti in onore del loro contributo alla città, tra cui il Monumento às Bandeiras, uno dei punti di riferimento di San Paolo. San Paolo diventò ufficialmente una città nel 1711. Nel XIX secolo, le esportazioni di caffè, portarono la città ad un buon livello di prosperità economica. Dal 1881, iniziarono possenti ondate migratorie dall'Italia, dal Giappone e da molti altri paesi; gli immigrati lavoravano principalmente nelle sterminate piantagioni di caffè presenti nello Stato. All'inizio del XX secolo, il commercio di caffè precipitò, a causa di un crollo nel prezzo del caffè. Gli imprenditori locali iniziarono, allora, ad investire nello sviluppo industriale di San Paolo, attraendo nuove ondate migratorie alla città. Quartieri La Zona Centrale di San Paolo fa perno sulla piazza della cattedrale ed è costituita dai seguenti distretti: - Bela Vista - Alcune delle maggiori attrazioni cittadine si trovano nel distretto di Bela Vista che abbraccia i quartieri di Morro dos Ingles, Vila helena e del leggendario Bixiga. - Liberdade - Il distretto a sud della cattedrale, concentra la maggior colonia di Giapponesi fuori dalla loro patria. I segni della loro cultura sono visibili nelle colorate lanterne usate per illuminare le strade e negli ideogrammi delle tabelle dei negozi. - Pinheiros - Uno dei distretti più sofisticati di San Paolo, noto per le sue innumerevoli opportunità di svago, la sua vita culturale e i suoi ristoranti dalla cucina variegata che riflettono le diverse origini dei suoi abitanti: Tedeschi, Francesi, Cinesi, Coreani e Boliviani oltre che, naturalmente, Portoghesi. - Alto de Pinheiros - Un distretto separato dal precedente, anche se con caratteristiche simili. La sua popolazione è, infatti, costituita da un variegato mosaico etnico: Tedeschi, Austriaci e Svedesi, oltre a discendenti di americani e Portoghesi. È caratterizzato da viali con filari di alberi molto ampi su cui si affacciano condomini molto alti. Tra i suoi parchi, il più famoso è quello di Villa-Lobos sulle rive del fiume Pinheiros e vicino al ponte do Jaguaré. Vila Madalena è nota soprattutto per i locali notturni, i laboratori d'artigianato artistico e le scuole di arte drammatica. Monumenti e luoghi di interesse • Cattedrale metropolitana di San Paolo: Si tratta della quinta chiesa gotica al mondo per dimensioni. Opera dell'architetto tedesco Maximilian Emil Hehl, il progetto, in stile neogotico è ispirato alle grandi cattedrali medioevali europee. I mosaici, le sculture e molti arredi, furono portati via nave dall'Italia. • Monastero di San Benedetto : È uno degli edifici storici più importanti della città, fondato dai primi monaci benedettini che arrivarono a San Paolo nel 1598. • Tempio di Salomone della Chiesa universale del regno di Dio ricostruito interamente non a Gerusalemme ma bensì a San Paolo, iniziato nel 2010 e terminato nel 2014, è diventato un importante fattore di attrattiva turistica della città paulista. • Obelisco di San Paolo : È uno dei simboli della città, opera dello scultore italiano Galileo Emendabili. Situato nel Parco Ibirapuera, fu costruito per commemorare la Rivoluzione Costituzionalista del 1932, il più importante evento storico che San Paolo ha vissuto nel corso del XX secolo. • Monumento a Ramos de Azevedo: è un complesso scultoreo di bronzo e granito, opera dello scultore Galileo Emendabili. Si tratta di un omaggio a Francisco de Paula Ramos de Azevedo, uno dei più importanti nomi dell'architettura e dell'urbanistica paulista. San Paolo possiede un'ampia rete di teatri, locali per spettacoli, palcoscenici, istituti di formazione, musei e gallerie d'arte. La cultura della città fu ampiamente influenzata dai diversi gruppi di immigrati che vi si stabilirono, principalmente italiani. San Paolo è considerata il polo culturale del Brasile, dato che è stato un consolidato luogo di origine di tutta una serie di movimenti artistici e estetici nel corso del XX secolo. Nonostante la rivalità con Rio de Janeiro su quale sia la sede delle principali istituzioni culturali del paese, è a San Paolo che la cultura brasiliana cosiddetta "colta" continua a formarsi. Musica La città vanta il più vecchio gruppo musicale brasiliano, i Demônios da Garoa, un gruppo di samba degli anni quaranta ancora oggi in attività. Negli anni settanta e ottanta, diverse bande rock nacquero in città, così come è importante l'influenza della città nel movimento Hip-hop (break, grafite e rap), in quanto i principali esponenti di questo movimento, ad esempio i Facção Central, vivono a San Paolo. Notevole è l'influenza nella mondo della musica elettronica, con diversi rave e feste, come la Skol Beats, Nokia Trends e la Spirit of London, alcune tra le principali feste del settore. San Paolo è anche un importante centro di musica classica. L'orchestra brasiliana più famosa nel mondo è l'Orchestra Sinfonica dello Stato di San Paolo (OSESP).
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Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'Argentina con 2.891.082 abitanti. È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente. È la seconda città in Sudamerica per importanza economica dopo San Paolo del Brasile. È chiamata anche per brevità Baires. E’ La culla del tango, i vecchi quartieri, ricchi di atmosfera, pullulano di ristoranti romantici e di locali notturni, mentre l'eredità europea di Buenos Aires è sicuramente evidente nella sua architettura, nei parchi e nei grandi boulevard. Il bar più vecchio della città, il Cafe Tortoni, è una vera “macchina del tempo” che conserva le atmosfere del 1858, anno di apertura, inoltre lo spettacolare Teatro Colon ancora oggi stupisce proprio come faceva nel 1908. La capitale latinoamericana dello shopping promette ottime occasioni di shopping lungo i suoi immensi boulevard. La popolazione residente in città è originaria prevalentemente dalla Spagna e dall'Italia, in minor numero dalla Germania, dalla Scandinavia, dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Francia, dalla Russia e dal Regno Unito. Ci sono anche importanti comunità di siriani, libanesi e armeni, inoltre la comunità ebraica è la più numerosa del sud America. L'immigrazione più recente vede un consistente afflusso di boliviani, peruviani e paraguaiani. Origini: La città fu fondata per la prima volta dallo spagnolo Pedro de Mendoza il 2 febbraio del 1536 col nome di Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò per la seconda, e definitiva fondazione, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Occupava un'area di 2,3 km² e ospitava 63 abitanti. I primi anni di vita di Buenos Aires furono di stenti: tagliata fuori dalle principali rotte commerciali della Spagna, gli abitanti mancavano di ogni comodità. Agli inizi del Seicento la colonia contava appena cinquecento abitanti. A quell'epoca i coloni trasgredivano la legge e praticavano il contrabbando in maniera pressoché sistematica. Dalla sua fondazione fino al Settecento Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Nel 1680 i portoghesi fondarono Colonia del Sacramentonella parte opposta del Rio de la Plata, pretendendo di stabilirsi nella regione. Percependo la minaccia, il governatore José de Garro inviò un ultimatum ai portoghesi, i quali lo rifiutarono. De Garro allora riunì gli abitanti della città per organizzare un attacco contro i portoghesi. Il risultato fu una definitiva vittoria da parte degli spagnoli. Nel Settecento Buenos Aires acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.Nel 1806 il generale maggiore inglese William Carr Beresford si impadronì di Buenos Aires senza incontrare resistenza, ma venne scacciato pochi mesi dopo da un esercito proveniente da Montevideo. Nel 1807 una spedizione inglese, al comando di John Whitelocke conquistò Montevideo e poco dopo tentò di impossessarsi di Buenos Aires, ma fu sconfitta perché trovò la fiera resistenza degli abitanti e delle milizie urbane. Immigrazione: Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60,4% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola. La crisi economica in Argentina, le leggi italiane sulla cittadinanza e l'altissimo numero di argentini con antenati italiani potrebbero fare della Grande Buenos Aires la città al mondo col maggior numero di cittadini italiani. La fine del 900 vede anche l'affermarsi della vocazione portuale di Buenos Aires col miglioramento delle infrastrutture portuali e ferroviarie. In questo periodo si forma il quartiere della Boca, abitato in massima parte da marinai genovesi immigrati. Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli e il porto è un punto di arrivo e partenza per transatlantici carichi di persone e merci. La seconda immigrazione, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino. Politica: Nel corso del XX secolo, Buenos Aires ha visto alternarsi al governo dell'Argentina capi di Stato che erano espressione, a volte di regolari elezioni, a volte di colpi di stato. Durante la dittatura militare, negli anni dal 1976 al 1983, Buenos Aires ha conosciuto il fenomeno dei desaparecidos, in cui molti giovani venivano torturati e fatti sparire per l'accusa, molto spesso infondata, di simpatizzare per la sinistra, considerata ispiratrice del terrorismo. Parallelamente, Buenos Aires è stata teatro di movimenti di piazza, pro o contro il governo del tempo. Ricordiamo le smisurate folle osannanti, che acclamavano il presidente Juan Domingo Perón e la moglie Evita, ma anche le manifestazioni del gruppo delle Madri di Plaza de Mayo, costituito da donne che, nell'impossibilità di manifestare altrimenti la loro situazione, si riunivano nella piazza antistante la Casa Rosada, esponendo in silenzio le foto dei loro cari, dispersi a causa della repressione militare. In anni più recenti si sono moltiplicate le manifestazioni dei piqueteros, che protestano per ottenere aiuti alle persone in difficoltà a causa della disoccupazione e della crisi economica. Il Tango nasce nel río de la Plata (coste di Argentina e Uruguay) come mescolanza di balli di origine africana e locale nell'ambito della prostituzione, e successivamente si sviluppa e si evolve nella sua struttura attuale a Buenos Aires.Qui trova le sue radici, nel miscuglio di genti, maggiormente immigrati europei, che abitano nella città sul finire dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Nell'attualità è simbolo di Buenos Aires e della cultura argentina in tutto il mondo. La cucina argentina ha subito l'influsso della tradizione spagnola e creola. Poiché l'Argentina ha il primato mondiale per la bontà delle sue carni (gli animali vengono fatti pascolare dai gauchos nella Pampa), i piatti tipici sono a base di carne. Ricordiamo l'asado, grigliata di carne mista che in passato veniva cotta all'aperto direttamente sul fuoco; las empanadas, mezzelune di pasta brisé ripiene di carne di vitello, pollo, prosciutto e formaggio. Anche il pesce è molto buono e viene preparato in vari modi. Tra i dolci tipici, ricordiamo gli alfajores e il dulce de leche. Gli Argentini amano bere il mate, una bevanda a base di erbe che vengono fatte filtrare attraverso una "bombilla". È tradizione bere dalla stessa bombilla.
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Le Bahamas o Bahama sono uno stato insulare dell'America centrale costituito da un arcipelago di 700 isole e isolette, situate nell'Oceano Atlantico, a est della Florida, a nord di Cuba e del resto dei Caraibi. Delle 700 isole, solo 30 delle quali abitate, e di migliaia di scogli corallini deserti. Centinaia di spiagge di sabbia rosa come il corallo, lambite da un mare trasparente e caldo. E i fondali… unici al mondo, considerati tra i migliori dagli appassionati di diving, ma fantastici anche per chi si limita allo snorkeling a pelo d’acqua. Le isole Bahamas vantano un fenomeno geologico unico al mondo: i Blue Hole, grotte sottomarine con caverne, crateri, cunicoli lunghi centinaia di metri e stanze con stalattiti.
L’isola dei Blue Hole per eccellenza è Andros, ma si trovano anche a Bimini Island, Cat Island,Eleuthera, Exuma, Grand Bahama e Long Island. L’isola principale delle Bahamas è New Providence, dove si trova la capitale Nassau, che ospita un aeroporto internazionale. E’ qui che solitamente si atterra provenendo dall’Europa o dagli Stati Uniti. La capitale ha bellissimi edifici coloniali dai colori pastello. Imperdibile è lostraw market, il mercato di paglia, dove si possono trovare oggetti di ogni sorta fatti con questo materiale. A Nassau ci sono alcune spiagge frequentate anche dai turisti e non solo dai locali, come Cable Beach, ma la meta imperdibile è Paradise Island, collegata alla città tramite un ponte, l’Harbour Bridge (a pagamento, perché è privato), luogo di vacanza dei Vip. Qui si trovano grandi hotel e resort di lusso, casinò, ristornati, locali, ma soprattutto la più bella spiaggia dell’arcipelago: Paradise Beach. Come un vero paradiso terrestre, le Bahamas ospitano alcune specie animali uniche al mondo.
La più famosa è l’iguana delle Bahamas, una specie rara che esiste solo qui e che vive soprattutto sull’isolotto di Allan Cay, vicino all’isola di Exuma; i fenicotteri rosa si possono vedere agli Ardastra Gardens di Nassau; i pellicani sono concentrati nelle Out Islands, le isole più esterne; ad Andros si trova la terza più grande barriera corallina del mondo; il bagno con i delfini lo si può fare al Dolphin Encounters di Nassau e al Dolphin Experience, delfinario dell’Unexso di Lucaya (Grand Bahama). Tra le spiagge più fantastiche, oltre a Paradise, imperdibile è Treasure Cay (Out Islands), tra le dieci spiagge più belle al mondo, ma anche Harbour Island, ad Eleuthera, con la caratteristica sabbia rosa. Due sono i luoghi suggestivi da visitare: l’isola di San Salvador, dove il 14 ottobre del 1492 mise piede Cristoforo Colombo, e Morgan’s Bluff, uno dei nascondigli del temibile pirata Morgan.
Le Bahamas sono poste a ridosso del Tropico del Cancro. Durante l'anno non ci sono grandi sbalzi, "le termiche" variano tra gli estremi di 20 °C di massima nei periodi invernali ai 35 °C nei periodi estivi con notevole umidità nell'aria. La temperatura delle acque invece è sempre attorno ai 26 °C anche grazie all'effetto della Corrente del Golfo.
Storia
Scoperte durante il primo viaggio di Cristoforo Colombo divenendo parte della corona spagnola, furono poi conquistate dagli inglesi nel XVII secolo per divenire indipendenti nel 1973. Prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo, queste isole si chiamavano Lucayas, derivante da lucayos, nome delle pacifiche popolazioni indigene che l'abitavano. In particolare San Salvador, l'isola su cui sbarcò l'esploratore genovese il 12 ottobre 1492, era indicata come Guanahaní. Leggendo le relazioni scritte da Colombo sulla scoperta, uno degli elementi che più attirò la sua attenzione durante il primo viaggio fu la scarsa profondità delle acque. Per questa ragione battezzò le Lucayas come Islas de la Bajamar (isole del mare basso inspagnolo). I due nomi furono mantenuti per circa un secolo e mezzo. Quando però caddero in mano britannica, questi ne adattarono il nome alla loro lingua chiamandole Bahamas Islands, nome con cui sono note ancora oggi. Nel corso del Seicento e del Settecento le Bahamas sono state uno dei covi della pirateria assumendo il ruolo di covo principale dal 1716 al 1718 quando vennero lasciate senza difesa e senza governo dalla Corona. Nel 1718 Re Giorgio I d'Inghilterra inviò però una spedizione navale guidata dal capitano Woodes Rogers che spinse i pirati ad allontanarsi in direzione della Carolina, di altre isole caraibiche minori o addirittura dell'Africa.
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Città del Messico (in spagnolo: Ciudad de México, Distrito Federal o, nella sua forma abbreviata, México, D.F.) corrisponde al Distretto Federale, sede dei poteri dell'Unione e capitale degli Stati Uniti Messicani. Città del Messico è la città più popolata del Paese e una delle più grandi del mondo, con una popolazione registrata di 8.851.080 abitanti nel 2010. Con il passare dei secoli la città ha inglobato numerosi villaggi e cittadine che si trovavano nelle vicinanze. Secondo il rapporto Urbanistico delle Nazioni Unite, la zona metropolitana di Città del Messico è l'agglomerato urbano più grande dell'emisfero occidentale e il secondo più grande del mondo dopo Tokyo. Eretta sulle rovine della capitale azteca Tenochtitlan, Città del Messico offre un intreccio unico fra la vita di una città moderna e la conservazione storica. Musei di livello internazionale, ristoranti e parchi convivono spalla a spalla con le tante rovine di culture differenti. La sua vita notturna, lo shopping, la sua storia la rendono una tappa imperdibile. Con 16 delegazioni e 300 quartieri, le colonias, costituisce infatti uno degli agglomerati urbani più grandi al mondo. La maggior parte delle attrazioni turistiche si concentra nel centro storico: si tratta per esempio di Plaza de la Constitución, meglio conosciuta come Zócalo, dell’imponente Cattedrale Metropolitana, del Palacio Nacional, ovvero il palazzo presidenziale, e della zona archeologica del Templo Mayor, oltre a un gran numero di edifici coloniali, sedi di importanti musei. Ad appena pochi isolati di distanza troviamo Plaza Garibaldi, meta obbligata se si vuole vivere il vero Messico, circondati dagli aromi di tequila e dalla musica dei mariachi. Plaza de la República, che ospita il Monumento alla Rivoluzione, sotto al quale trova spazio il Museo della Rivoluzione Messicana. Il Bosque de Chapultepec, l’area verde più vasta della città, è diviso in tre sezioni e costituisce una delle maggiori attrattive di Città del Messico, non soltanto per i turisti, ma anche per i messicani. Qui si trovano il Castello de Chapultepec, un’interessante area museale e uno splendido belvedere da cui fotografare la parte occidentale della città, il Museo di Arte Moderna e l’imponente Museo di Antropologia. La Zona Rosa ospita ristoranti e locali gay che restano aperti fino a notte fonda. Per un itinerario volto alla cultura e all’ambiente bohémien, i quartieri Condesa, Roma, Coyoacán e San Ángel sono poli turistici che ospitano bar accoglienti, piazze storiche, le migliori librerie della città, mercati tipici e interessanti musei, nonché ristoranti e discoteche alla moda. Più a sud, l’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), oltre a rappresentare la principale università del Paese, offre a chi desidera visitarla un'architettura unica e incredibili murales realizzati dai più famosi pittori messicani. Nei suoi spazi dedicati alla cultura si tengono concerti e spettacoli teatrali, cinematografici e di danza dove si esibiscono i migliori artisti nazionali e stranieri. Gli aztechi fondarono sul lago Texcoco la loro capitale, Tenochtitlán, che potremmo definire l’antenata di Città del Messico; Tenochtitlán si basava su un’intricata rete di canali che permettevano di navigarla agevolmente e che, dopo l’arrivo degli spagnoli, fu distrutta per far posto alla progressiva pavimentazione di tutta l’area. E' possibile visitare i resti di alcuni di questi canali a Xochimilco, nell’estremo sud-est della città, noleggiando una coloratissima trajinera, un particolare tipo di imbarcazione di legno, con la quale ci si può spostare tra canali e giardini. Altra meta imperdibile è la visita delle piramidi di Teotihuacán, a soli 51 chilometri a nord-est della capitale messicana.
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Nella lingua hawaiiana, la parola Hawai'i deriva dal proto-polinesiaco Sawaiki, che significa "patria". Le isole Hawaii sono un arcipelago dell'oceano Pacifico e fanno parte dell'Oceania e della Polinesia. Il caldo clima tropicale, l'abbondanza di spiagge pubbliche, di ambienti oceanici e di vulcani attivi rendono l'arcipelago una destinazione popolare per i turisti, surfisti, biologi e vulcanologi. Grazie alla sua posizione a metà dell'Oceano Pacifico, le Hawaii hanno ricevuto molte influenze dall'America e dall'Asia, che sono andate a mescolarsi con la cultura già presente in loco. L'arcipelago appartiene geograficamente al continente dell'Oceania. Dal 21 agosto 1959, le Hawaii sono il 50º stato federato degli Stati Uniti d'America. Le Hawaii sono l'unico Stato con una collettività di asioamericani. La capitale è Honolulu, situata sull'isola di Oahu. Sono otto le "isole principali" dell'arcipelago: da nord-ovest a sud-est: Niihau, Kauai, Oahu, Molokai, Lanai, Kahoolawe, Maui e l'isola di Hawaii, la più grande ed è spesso chiamata "La Grande Isola". Sono considerate parte delle Hawaii anche le piccole isole (per la maggior parte atolli) che vanno da Nihoa a Kure, l'isola di Midway Island al contrario di tutte le altre è sotto diretto controllo federale. Le isole Hawaiane sono tra le terre emerse più isolate del mondo, distano infatti quasi 4.000 km sia dalla costa americana (il punto più vicino è la California) sia da Tahiti, e oltre 1.000 km da alcune isole del gruppo Kiribati. Le Hawaii hanno due lingue ufficiali: quella inglese e quella hawaiana. Anche se la lingua hawaiana è insegnata nelle scuole e nella musica folcloristica, nella vita quotidiana degli abitanti delle Hawaii non è utilizzata. Nel salutare si usa la maggior parte delle volte l'espressione "Aloha". Le Hawaii sono isole di origine vulcanica. L'ipotesi prevalente indica la presenza di un punto caldo nel mantello terrestre che causa la formazione di vulcani sottomarini e in superficie. L'isola di Hawaii è la più recente e comprende 5 vulcani principali, fra cui il più attivo è il Kilauea (a sud di Hilo), seguito nella metà sud dell'isola dal Mauna Loa, il vulcano più grande del mondo, e dal Hualālai. Gli altri due vulcani, il Mauna Kea e il Kohala, non sono storicamente attivi. Tra i vulcani Hawaiani si annoverano i cosiddetti vulcani rossi più noti del mondo.
Flora e Fauna Le isole Hawaii emersero dal mare per una serie ripetuta di eruzioni e quando la lava solidificò, sull'isola non esisteva alcuna forma di vita. Furono il vento e gli uccelli a portare i primi semi da cui poi nacque una fitta foresta, grazie alla fertilità del terreno vulcanico. Più tardi, i polinesiani arrivarono con le loro canoe, portando nuove piante e i loro animali. La maggior parte della fauna e della flora che arrivò sull'isola indipendentemente sviluppò nuove caratteristiche per adattarsi ed evolse in nuove specie, di queste circa il 90% delle piante ed animali delle Hawaii sono presenti solo in questo arcipelago. Poiché piante e animali si svilupparono sull'isola in un contesto privo di predatori e concorrenti, non hanno sviluppato nessuna particolare forma di difesa come veleno e camuffamenti. Così quando i recenti flussi migratori portarono nuove piante e animali, la flora e la fauna locale si trovarono aggredite, ed oggi diverse specie indigene dell'isola sono per questo motivo o estinte, o a rischio di estinzione. Nonostante questo, le Hawaii offrono ancora una eccezionale varietà e unicità di flora e fauna, in parte perché diverse zone climatiche sono presenti nell'arcipelago, dalle foreste tropicali alle montagne innevate. Oltre a varie specie di uccelli, alcuni degli animali a rischio di estinzione comprendono le foche monache e varie specie di balene che migrano alle Hawaii durante l'inverno. Canna da zucchero, ananas, caffè, cocco, mango, papaia, avocado, banana, lime e maracuja sono coltivati sulle isole. Uno dei primi commerci era nella pianta del sandalo, apprezzata soprattutto in Cina per il suo olio aromatico, ma oggigiorno rara.
Popolazione La maggioranza degli abitanti dell'arcipelago discende dagli immigrati asiatici, specialmente dai giapponesi e in misura minore dai cinesi e dai filippini, che oggigiorno costituiscono circa il 38,5% della popolazione; il secondo gruppo etnico è quello dei bianchi europei, che ne comprende il 27,1% (di discendenza tedesca, irlandese, inglese, portoghese e italiana), mentre il terzo gruppo è quello dei cosiddetti "multiracial americans", che costituiscono il 21% della popolazione; gli ispanici sono attestati all'8,7%, in prevalenza messicani e portoricani, e da ultimi gli afroamericani che sono il 2,4%. Gli indigeni hawaiani, di antico ceppo polinesiano, sono ormai minoranza nel loro stesso Stato, costituendo il 5,5% della popolazione totale ed essendo in declino numerico da svariati anni. La città più popolosa è Honolulu, il cui agglomerato urbano comprende l'intera isola di Oahu, con circa 900.000 abitanti, vale a dire tre quarti della popolazione dell'intero Stato. Culti registrati nell'arcipelago: Cristianesimo: 351 000 (28,9%) Buddhismo: 110 000 (9,0%) Ebraismo: 10 000 (0,8%) Altri: 750 000 (61,1%) Oltre alle religioni la vita degli hawaiani è molto condizionata dallo sciamanesimo. Lo sciamanesimo è una filosofia nella quale lo sciamano (una sorta di maestro di vita) cerca di risolvere i conflitti creando armonia e usando tecniche basate sulla cooperazione e sull'amore. Un'altra filosofia hawaiana è basata sullo spirito "Aloha", uno spirito che spinge gli abitanti dell'arcipelago ad assumere un atteggiamento di ospitalità e cordialità. Questo spirito infonde negli Hawaiani amore e voglia di condivisione, esplicandosi in riti come lo Ho'oponopono. Per questo motivo le Hawaii sono famose in tutto il mondo per l'accoglienza e la pace riservata ai visitatori. Verso i suoi ultimi periodi di vita Elvis Presley dedicò all'arcipelago delle Hawaii la canzone Aloa hoi; inoltre il 14 gennaio 1973 venne trasmesso in TV il primo show via satellite da Honolulu, Elvis: Aloha From Hawaii. Il 3 e 4 gennaio del 1997 la superstar americana Michael Jackson si esibisce durante il suo HIStory World Tour ad Honolulu all'Aloha Stadium, il concerto entrò nella storia: infatti Michael Jackson è stato il primo cantante ad aver fatto il tutto esaurito per 35.000 persone a serata all'Aloha Stadium. Inoltre da Oahu proveniva Israel Kamakawiwo'ole famoso cantante purosangue hawaiiano e da Honolulu proviene il famoso cantautore e produttore Bruno Mars.
Storia Le prime popolazioni raggiunsero le isole Hawaiane dalla Polinesia probabilmente fra i due e i tre millenni fa. La lingua, la cultura, e la religione dell'arcipelago sono quindi di origine polinesiana, in particolare da una delle isole della Società che si chiama Havaiki. Il 18 gennaio 1778, il capitano James Cook della marina inglese fu il primo europeo a raggiungere queste isole durante il suo terzo viaggio nel Pacifico, ma è possibile che in precedenza marinai spagnoli siano naufragati sulle isole durante viaggi dal Messico alle Filippine. Cook fu il benvenuto ed esplorò le isole principali prima di partire alla volta delle coste nord-ovest dell'America. Cook le nominò isole Sandwich in onore del suo protettore Lord Sandwich, nome che oggigiorno è considerato coloniale ed antiquato. Al contatto europeo seguì un periodo turbolento: molte malattie introdotte dagli europei decimarono la popolazione; le isole Hawaii, Maui, e Oahu furono conquistate ed unificate dal re Kamehameha, gli inglesi dal 1794 fecero vari tentativi di imporre il proprio protettorato ed infine l'arrivo nel 1821 dei missionari protestanti dal New England degli Stati Uniti provocò disordini. La bandiera hawaiana, disegnata da Kamehameha, contiene la Union Jack inglese in un angolo, e otto strisce orizzontali rosse, blu, e bianche per le otto isole principali dell'arcipelago. Gli Stati Uniti ebbero, infine, il protettorato sull'arcipelago dal 1876. Il regno Hawaiano durò fino al 1893, con la successione di vari re e regine, tra cui i più famosi furono il re Kalākaua e l'ultima regina Liliʻuokalani. In questo periodo molti immigrati, soprattutto americani ma anche europei, acquistarono grandi proprietà di terreni e cominciarono la coltivazione della canna da zucchero. Per diversi motivi ci furono molte ondate di immigrazione volte all'importazione di lavoratori per i campi di canna da zucchero, fra cui principalmente cinesi, giapponesi, abitanti delle Azzorre, filippini, e coreani. Nel 1893 un gruppo di cittadini di origine straniera imprigionò la regina Liliʻuokalani, ostile alle ingerenze statunitensi, ed offrì le Hawaii agli Stati Uniti, probabilmente allo scopo di ridurre i dazi statunitensi sullo zucchero esportato dalle isole. I rivoluzionari fondarono la repubblica delle Hawaii. Il 7 dicembre 1941, alle ore 7 e 30 circa, la stazione navale di Pearl Harbor sull'isola di Oahu, non lontano da Honolulu, fu attaccata dalle forze aeree giapponesi, trasportate al seguito di una flotta di 6 portaerei che imbarcavano oltre 400 velivoli da guerra. I successivi scontri della seconda guerra mondiale si svolsero lontano dalle isole principali hawaiane, ma la legge marziale rimase in vigore sulle isole fino alla fine della guerra. Al contrario della California e di altri stati americani, i giapponesi residenti alle Hawaii al momento dello scoppio della guerra non furono mai internati in massa. Il 21 agosto 1959 il Congresso degli Stati Uniti accettò le Hawaii come 50º stato federato dell'Unione.
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Puerto Rico, ufficialmente conosciuta come il Commonwealth di Porto Rico (Estado Libre asociado de Puerto Rico), è un territorio non incorporato degli Stati Uniti, che si trova nel nord-est dei Caraibi, ad est della Repubblica Dominicana e ad ovest di entrambe le Isole Vergini Americane e il Isole Vergini Britanniche. Puerto Rico è un arcipelago che comprende l'isola principale di Puerto Rico e un certo numero di piccole isole, la più grande delle quali sono Vieques, Culebra e Mona. L'isola principale di Puerto Rico è, per superficie, la più piccola delle Grandi Antille. Con circa 3,5 milioni di persone, si classifica terzo della popolazione tra quel gruppo di quattro isole, tra cui Cuba, Hispaniola e la Giamaica. La capitale è la città di San Juan. Puerto Rico è un Commonwealth degli Stati Uniti e il dollaro USA è la valuta ufficiale. Le lingue ufficiali sono lo spagnolo, che è prevalente, e l'inglese. Portoricani spesso chiamano l'isola Borinquen - una derivazione di Borikén, il suo nome originale indigeno, che significa "la grande terra del valoroso e nobile Signore". L'isola è anche popolarmente conosciuta in spagnolo come La Isla del Encanto, che significa "l'isola di incanto" Storia Originariamente popolato per secoli dagli aborigeni, conosciuti come Taino. L'antica storia dell'arcipelago non è ben nota. A differenza di altre grandi comunità indigene, più avanzati del Nuovo Mondo (Aztechi e Inca) il cui popolo lasciato abbondanti testimonianze archeologiche e fisico delle loro società, la popolazione indigena di Puerto Rico ha lasciato reperti scarsi. I primi coloni erano cacciatori e pescatori che migrarono dal continente sudamericano. Alcuni studiosi suggeriscono che il loro insediamento risale 4000 anni fa. Tra il 7 e il 11 ° secolo, la cultura Taino si sviluppò sull'isola; intorno al 1000 dC, era diventato dominante. L’isola è stata rivendicata da Cristoforo Colombo per la Spagna durante il suo secondo viaggio in America il 19 novembre 1493. Come Cuba, Puerto Rico rimase una colonia spagnola fino al 1898. Nonostante le leggi di Burgos del 1512 e di altri decreti per la protezione degli indiani, alcune abitanti sono stati schiavizzati nei primi anni della colonizzazione. La popolazione locale ha sofferto per molto tempo delle malattie infettive portate dagli europei. Nel corso dei quattro secoli di dominazione spagnola, la cultura dell'isola e del paesaggio fisico si trasformarono. Sono stati introdotti conoscenza europee, costumi e tradizioni e cioè il cattolicesimo romano, la lingua spagnola e i progressi tecnologici, come l'agricoltura, la costruzione in pietra, e la stampa. Numerosi edifici pubblici, fortezze, chiese e infrastrutture pubbliche costruite durante la dominazione spagnola sono ancora in piedi, ed è parte indelebile del patrimonio culturale dell'isola. Fin dall'inizio della colonizzazione Spagnola nel 1508, Puertorico è rimasto territorio spagnolo, nonostante i tentativi di invasione da parte del francese, olandese, e gli inglesi. Il 25 novembre 1897, la Spagna ha concesso un limitato autogoverno per l'isola con regio decreto nella Carta Autonomic, tra cui una legislatura bicamerale. Ma nel 1898, la Spagna cedette il controllo dell'isola agli Stati Uniti in seguito alla guerra ispano-americana. Il territorio opera sotto una costituzione locale, i portoricani eleggono il proprio governatore. Tuttavia, Portorico è soggetta alla piena giurisdizione degli Stati Uniti. Oggi, le persone nate in Puerto Rico sono cittadini americani. Il Territorio Puerto Rico è costituito dalla principale isola di Puerto Rico e diverse isole minori, tra cui Vieques, Culebra, Mona, Desecheo e Caja de Muertos. Di questi ultimi cinque, solo Culebra e Vieques sono abitate tutto l'anno. Mona è disabitata per gran parte dell'anno, tranne per i dipendenti del Dipartimento Puerto Rico delle risorse naturali. Ci sono anche molte altre isole minori, tra cui Monito e "La Isleta de San Juan", che comprende Old San Juan e Puerta de Tierra, ed è collegata con l'isola principale da ponti. L'isola è prevalentemente montuosa con ampie zone costiere del nord e del sud. La catena montuosa principale si chiama " La Cordillera Central "(The Range Centrale). Un altro picco importante è El Yunque , uno dei più alti della Sierra de Luquillo al National Forest El Yunque, con un'altitudine di 1.065 m (3.494 piedi). Puerto Rico ha 17 laghi, tutti artificiali, e più di 50 fiumi, la maggior parte originari della Cordillera Central. Eventi sismici e frane rappresentano alcuni dei più pericolosi rischi geologici nell'isola e nei Caraibi nord-est. Il più recente terremoto avvenuto il 11 ottobre 1918, aveva una magnitudo stimata di 7.5 sulla scala Richter. La sua origine risale al largo della costa di Aguadilla, diversi chilometri al largo della costa settentrionale, ed è stato seguito da un tsunami, causando ingenti danni e perdite diffuse, danneggiando le infrastrutture e una stima di 116 morti e 4 milioni di dollari di danni. Il fallimento del governo di muoversi rapidamente per fornire per il benessere generale ha contribuito a attivismo politico dagli avversari e alla fine alla nascita del Partito nazionalista portoricano. Clima Situato nelle zone tropicali, Puerto Rico ha una stagione delle piogge che va da aprile a novembre. Le montagne della Cordillera Central sono la principale causa delle variazioni di temperatura e piovosità che si verificano su distanze molto brevi. Le montagne possono anche causare un'ampia variazione nella velocità del vento locale. L'isola ha una temperatura media di 28 ° C per tutto l'anno, con una temperatura media minima di 19 ° C e un massimo di 30 ° C. Tra l'inverno e l'estate, c'è solo una differenza di temperatura di circa 3,3 ° C, ciò è dovuto principalmente alle acque calde dell'oceano Atlantico. Un quarto della sua pioggia annuale è contribuito da cicloni tropicali, che sono più frequenti durante i periodi di La Niña di El Niño. Un ciclone di forza tempesta tropicale passa vicino a Puerto Rico, in media, ogni cinque anni. Un uragano passa in prossimità dell'isola, in media, ogni sette anni. Governo e politica Puertorico ha una forma di governo repubblicana con separazione dei poteri soggette alla giurisdizione e la sovranità degli Stati Uniti. Puerto Rico è l'unico territorio attuale degli Stati Uniti il cui sistema giuridico opera principalmente in una lingua diversa inglese : vale a dire, spagnolo. Come territorio non incorporato degli Stati Uniti, Porto Rico non ha divisioni amministrative di primo ordine come definito dal governo degli Stati Uniti, ma ci sono 78 comuni a livello secondario che funzionano come contee. I comuni sono ulteriormente suddivisi in barrios, e quelle in settori. Ogni comune ha una sindaco e una legislatura comunale eletto quattro anni. Economia L'economia di Puerto Rico è classificata come elevata dalla Banca mondiale, essendo l'economia più competitiva in America Latina La sua economia è trainata principalmente dalla produzione di prodotti farmaceutici, tessili, petrolchimici ed elettronica seguito dal settore dei servizi (soprattutto la finanza , assicurazioni, immobiliare e del turismo. La geografia di Porto Rico e il suo status politico sono due fattori determinanti per la sua prosperità economica, grazie soprattutto alle sue dimensioni relativamente piccole come un'isola; la mancanza di risorse naturali utilizzate per produrre le materie prime, e di conseguenza, la sua dipendenza dalle importazioni, così come la sua sovranità per gli Stati Uniti che controlla i suoi affari esteri esercitando restrizioni commerciali, in particolare nel suo settore dei trasporti marittimi. Rispetto ai diversi stati degli Stati Uniti, Puerto Rico è più povero di Mississippi (lo stato più povero degli Stati Uniti), con il 41% della popolazione al di sotto della soglia di povertà. Tuttavia, rispetto all'America Latina, Puerto Rico ha il più alto PIL pro capite della regione. I suoi principali partner commerciali sono gli Stati Uniti, Irlanda e il Giappone, con la maggior parte dei prodotti provenienti da Asia orientale, soprattutto dalla Cina, Hong Kong e Taiwan. Su scala mondiale, la dipendenza di Puerto Rico dal petrolio per il trasporto e la produzione di energia elettrica, così come la sua dipendenza dalle importazioni di prodotti alimentari e di materie prime, rende Puerto Rico volatile e altamente reattivo ai cambiamenti dell'economia mondiale e il clima . Cultura La moderna cultura portoricana è un mix unico di antecedenti culturali: tra Taino (amerindi), spagnoli, africani, europei e, più recentemente, del Nord America. Dalla Spagna, Porto Rico ha ricevuto la lingua spagnola, la religione cattolica e la stragrande maggioranza dei loro valori e delle tradizioni culturali e morali. Gli Stati Uniti hanno aggiunto influenza inglese de la lingua, il sistema universitario e l'adozione di alcune feste e pratiche. Gran parte della cultura portoricana si incentra sull'influenza della musica, comunque plasmata da altre culture, che conciliano ritmi locali e tradizionali. All'inizio della storia della musica portoricana, le influenze delle tradizioni spagnole e africane erano più evidente. I movimenti culturali dei Caraibi e del Nord America hanno svolto un ruolo fondamentale per le più recenti influenze musicali che hanno raggiunto Porto Rico. L’Architettura L'architettura di Puerto Rico mostra una grande varietà di tradizioni, stili e influenze nazionali accumulati nel corso di quattro secoli di dominazione spagnola, e un secolo di dominio americano. Con la sua abbondanza di negozi, luoghi storici, musei, caffè all'aperto, ristoranti, case graziose, piazze alberata e la sua antica bellezza e particolarità architettonica, Old San Juan è un punto principale per il turismo locale e interna. Il quartiere è anche caratterizzato da numerose piazze pubbliche e chiese, tra cui la Chiesa di San José e la Cattedrale di San Juan Bautista, che contiene la tomba del esploratore spagnolo Juan Ponce de León. Le parti più antiche del quartiere di Old San Juan rimangono in parte racchiuse da mura imponenti. Diverse strutture difensive e importanti fortezze, come l'emblematica Forte San Felipe del Morro, Forte San Cristóbal, e El Palacio de Santa Catalina, conosciuta anche come La Fortaleza, hanno agito come difese principali dell'insediamento, che è stato sottoposto a numerosi attacchi. Curiosità Puerto Rico possiede il più grande radiotelescopio singolo piatto al mondo, l'unico radiotelescopio che può prevedere con precisione quando e dove un asteroide potrebbe entrare in collisione con la Terra. Più del 70% del rum venduti negli Stati Uniti proviene da Puerto Rico; degustare i marchi locali e visitare le distillerie di rum è assolutamente tra le cose “da fare”.
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Decadente e affascinante, viuzze, botteghe, ristoranti deliziosi, monumenti e bar storici, aria di mare e pungente odore di fumo nero emesso da splendide auto d'epoca, profumo di rum e foglie di menta, stradine colorate e piene di musica che richiamano, ogni giorno, un'infinità di turisti: BENVENUTI ALL’ AVANA!!! Storia Il conquistador spagnolo Diego Velázquez de Cuéllar fondò L'Avana nel 1515 sulla costa sud dell'isola, vicino l'attuale città di Surgidero de Batabanó. L'Avana si trasferì nella sua posizione attuale vicino alla Baia Carenas nel 1519. Originariamente era un importante scalo commerciale, e divenne la capitale della colonia spagnola di Cuba nel 1607, ed il più importante porto di tutte le colonie spagnole nel Nuovo Mondo. L'Avana fu bruciata da bucanieri nel 1538 e venne saccheggiata nel 1553 e 1555. La Gran Bretagna si impossessò della città nel 1762 durante la Guerra dei sette anni, quando aprirono il porto al libero scambio, trasportandovi migliaia di africani schiavizzati. Quando la guerra finì la scambiarono in cambio della Florida. Dopo aver riguadagnato il controllo della città, gli spagnoli la resero la più fortificata di tutte le Americhe. Negli anni venti, durante il Proibizionismo negli Stati Uniti, L'Avana divenne un luogo di vacanza molto popolare per gli statunitensi; i nightclub e le case dove si giocava d'azzardo sopravvissero all'abrogazione della legge, ma la maggior parte vennero chiusi nel 1959 dopo la Rivoluzione cubana. Nella notte tra l'8 ed il 9 luglio 2005, la città è stata colpita direttamente dall'uragano Dennis. L'Avana è stata una delle città candidate per ospitare le Olimpiadi estive del 2012, assegnate a Londra, ma non è stata inclusa nemmeno tra le cinque città finaliste. La Città L'Avana si trova nell'isola di Cuba, arcipelago dei Caraibi. La Provincia dell'Avana, malgrado sia una delle più piccole di Cuba, è di gran lunga la più popolata. L'Avana (Ciudad De La Habana) è la capitale nazionale ed è suddivisa in 15 comuni. Università de L'Avana, con più di 200 anni di storia è stata il centro del pensiero rivoluzionario. In città vi sono molteplici stili architettonici, dalle case del XVII secolo alle costruzioni moderne. L'Avana è naturalmente una delle mete più importanti del turismo a Cuba e in generale di tutta l'America Latina, è inoltre sede del governo e di molti ministeri. L'Avana Vecchia, mantiene una ricca collezione di edifici in stile coloniale spagnolo, ed è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Fra i palazzi più rappresentativi de La Habana Vieja segnaliamo il palacio de los Marquéses de Aguas Claras, del XVIII secolo, che si affaccia sulla plaza de la Catedral e il palacio de los Capitanes Generales, anch'esso del XVIII secolo e situato nella plaza de Armas. Vi è una camminata che si articola da plaza de la Catedral, passando per plaza de Armas e finisce in Plaza Vieja, passando per la Bodeguita del medio, locale storicamente frequentato da Ernest Hemingway. Nel centro storico dell'Avana si trovano locali di interesse oltre al Paseo del Prado (viale centrale della città), il Capitolio Nacional (la sede del Parlamento prima della rivoluzione), il teatro dell'Opera, l'Hotel Inglaterra, l'edificio Bacardi e procedendo verso La Habana Vieja, il Museo de la Revolucion, all'interno dell'ex Palazzo Presidenziale. Fuori dal Museo, visibili dalla strada ci sono il Granma (la grossa barca con cui Fidel, Che Guevara ed altri 79 ribelli sbarcarono a Cuba nel 1956), e il carro armato su cui Fidel partecipò alla battaglia della Baia dei Porci. Il clima dell'Avana è prevalentemente tropicale, con una stagione delle piogge in estate. Data la sua vicinanza al tropico del Cancro, la città riceve durante l'anno un'elevata quantità di raggi solari e questo determina un clima piuttosto caldo. La media annuale va dai 24 °C ai 26 °C.
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Il sole caldo tutto l’anno, il bianco abbagliante delle spiagge, i tramonti infuocati, il soffio degli alisei sui palmeti e i suoni seducenti del merengue e della bachata, trasformano in poco tempo lo stato d’animo di ogni viaggiatore. Camminare tra un mare cristallino e una vegetazione intensa e incontaminata; respirare l’aria tranquilla di un posto senza tempo; godere del sorriso accogliente della gente che abita questi luoghi. Qui si vive di sensazioni, profumi ed emozioni vivissime. Tutto il resto è molto lontano. Molti italiani credono che l'isola si chiami Santo Domingo invece é la capitale della Repubblica Dominicana. La città ha un'area metropolitana che conta una popolazione di 2.850.320 abitanti (stima del 2010) e si affaccia sul Mar dei Caraibi, alla foce del fiume Ozama. La Storia È l'insediamento abitato europeo nelle Americhe di più antica data, ed è stata la prima colonia spagnola nel Nuovo Mondo Il primo insediamento nella zona risale al 1496, quando Bartolomeo Colombo, fratello del più noto Cristoforo, esplorava la zona della foce del fiume Ozama per conto dell'esercito spagnolo. Bartolomeo Colombo chiamò così Santo Domingo perché la città è stata creata nel giorno dell'omonimo santo. La città di Santo Domingo è il più antico nucleo fondato dagli europei nel nuovo mondo ancora esistente. Il disegno originale della città oggi è visibile nella Zona Coloniale, dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO; vi sono ancora edifici del sedicesimo secolo, tra i più antichi delle Americhe, tra cui i primi uffici amministrativi e la prima cattedrale del Nuovo Mondo. Nel suo primo secolo di vita Santo Domingo è stato il punto di partenza di molte esplorazioni nel nuovo mondo. Nel corso dei successivi secoli, diverse traversie hanno gradualmente ridotto l'importanza di questo scalo a favore di altri porti caraibici. Nel 1586 il pirata inglese Francis Drake invase l'intera isola Hispaniola, radendo al suolo la città e liberandola solo dopo il pagamento di un riscatto. Nel 1655 i francesi invasero il sud-ovest dell'isola e la parte dell'isola controllata dagli spagnoli si ridusse di più della metà. Nel 1822 gli Haitiani, sotto la guida di Jean Pierre Boyer, invasero l'isola e la conquistarono interamente, ma 22 anni più tardi, dopo dure lotte, i dominicani riuscirono a riconquistare l'indipendenza: fu proprio un gruppo di patrioti comandato da Juan Pablo Duarte, Francisco Sánchez e Ramón Mella, infatti, ad entrare trionfalmente nella città attraverso la Puerta del Conde il 27 febbraio 1844, proclamando l'indipendenza da Haiti. In occasione del quinto centenario della scoperta dell'America, il governo dominicano fece innalzare nella parte orientale della città un faro dedicato a Cristoforo Colombo. La città La città di Santo Domingo è suddivisa in quattro comuni, appartenenti a due diverse province: la parte centrale della città forma il Distrito Nacional, provincia a sé stante nella quale sono presenti tutti gli edifici governativi e le ambasciate. Gli altri municipi cittadini sono situati nella provincia di Santo Domingo: Santo Domingo Este, situato ad est del fiume Ozama e capoluogo della provincia stessa; Santo Domingo Norte e Santo Domingo Oeste. Il mare che bagna le coste della capitale è altamente inquinato, e quindi vige il divieto di balneazione lungo la costa cittadina. Le spiagge cominciano ad essere paradisi balneari pian piano che ci si allontana dalla capitale. A partire da Juan Dolio, e procedendo verso Punta Cana. La popolazione di Santo Domingo è simile al resto del paese, ma accoglie un gran numero di immigrati, per lo più haitiani, recentemente per il grave terremoto. La città ha anche delle comunità asiatiche, arabe, europee e latino-americane. La popolazione si aggira attorno ai 3 milioni di abitanti. L'economia di Santo Domingo produce un PIL di 30 miliardi di dollari (39% del totale nazionale), ed è sostenuta principalmente dai servizi e dall'industria. La crescita economica della città è molto evidente: nell'ultimo decennio in particolare sono stati costruiti centri commerciali, grattacieli, autostrade, ed altre infrastrutture sono ancora in costruzione. Importanti imprese multinazionali hanno punti vendita in tutta la città. Anche il settore finanziario è in espansione, e Santo Domingo è il maggior centro finanziario del paese ed uno dei più importanti di tutte le Antille. Molto rilevante nell'ambito economico è anche il settore turistico. Santo Domingo ha il più alto numero di università (compresi campus) di tutta la nazione. Questo rende Santo Domingo uno dei più grandi centri di istruzione di tutte le Antille.
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Situato alle porte del Golfo del Messico, l’arcipelago cubano è accarezzato a sud dalle calde acque del Mar dei Caraibi e a nord dall’Oceano Atlantico; ciò è all’origine dell’inestimabile ricchezza biologica e dell’impressionante diversità di specie marine che lo popolano.Cuba è famosa per le sue splendide spiagge, distribuite su 5.700 chilometri di coste, baciate dall’Oceano Atlantico a nord e dal Mar dei Caraibi a Sud.
Le spiagge di Cuba sono uniche per la varietà di colori della sabbia, che vanno dall’abbagliante bianco, all’oro scintillante, alla sabbia nera.Il paesaggio con le sue spiagge bianco zucchero fanno di Cayo Largo una delle destinazioni più ricercate dai turisti.
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Rinomata località turistica, sorge nella penisola dello Yucatán e si affaccia sul golfo del Messico.Fino al 1970 Cancún era un'isola deserta e poche persone ne conoscevano l’esistenza.
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Rio de Janeiro, in Brasile, è posta tra l’Oceano Atlantico e la parte occidentale della Baia di Guanabara, la cui entrata è dominata dalla grandiosa massa granitica del Pão de Açúcar la cosidetta “Pan di zucchero” in cima al quale giunge una funivia aperta nel 1913. Nel 2012 la città è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
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